CRISI – Aumenti e rincari per caffè, patente, luce e pedaggi… arriva una stangata per le famiglie italiane

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Con l’inizio dell’anno raffica di aumenti: sono troppi e insostenibili. Lo afferma il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi. Dal caffè alla patente, dalla luce ai pedaggi autostradali che i consumatori dovranno subire. “Il costo del rinnovo della patente a partire dal 9 gennaio – spiega – salirà di almeno 26 euro. Nonostante i costi della procedura siano rimasti formalmente invariati (25 euro, 16 per la vecchia marca da bollo e 9 euro per i diritti di Motorizzazione), vanno aggiunti 6,80 euro per la posta assicurata da saldare al momento del ritiro della patente presso l’ufficio postale (mentre prima il vecchio bollino adesivo arrivava direttamente a casa), 15 euro in più per la visita medica (essendo aumentati i compiti dei medici) e minimo 4 euro per le nuove foto tessera (se si sceglie la macchinetta e non si va da un fotografo)”.

“Caffè, snack, bibite dei distributori automatici – prosegue – aumenteranno per il passaggio dell’Iva dal 4 al 10%: 1 euro diventerà 1 euro e 6 centesimi, o, più probabile, sarà arrotondato a 1 euro e 10, con un incremento del 10% invece del matematico 5,7%. La luce aumenta dello 0,7%, poco rispetto al passato ma sempre troppo considerato che abbiamo già le bollette energetiche più care d’Europa e visto che il Governo, nel Consiglio dei ministri del 13 dicembre, aveva promesso un taglio di ben 850 mln sul costo delle bollette elettriche. Rincarano i pedaggi autostradali, in media del 3,9%. Gli aumenti di raccomandate (1,80 euro, da 3,60 a 5,40, + 50%) e lettere (0,25 euro, da 0,70 a 0,95, +35%) sono stati per il momento congelati da Poste Italiane ma sono possibili in qualunque giorno da domani al 2016, essendo già stati autorizzati da Agcom.

Poi c’è il pagamento della mini-Imu, da pagare entro il 24 gennaio e l’incognita della futura Iuc, la stangata più temuta del 2014″, dice ancora. Insomma per Tanasi “gli aumenti sono troppi, specie se si considera che da anni sono bloccati gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni superiori a 3 volte il trattamento minimo Inps“.

Fonte: www.affaritaliani.it/economia/tariffe-aumenti0601.html

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