VENAFRO – Le tenui ali del tempo della scrittrice Maria Giusti

VENAFRO. “Nelle tenui ali del tempo” Questo è il titolo dell’ultimo lavoro della poetessa Maria Giusti edito da Edizioni Eva. Una silloge di 62 pagine che gode della prefazione appassionata di  Tito Lucrezio Rizzo (Professore a.c. all’Università La Sapienza). L’autrice a riguardo si dice orgogliosa della presentazione del Rizzo che ha saputo leggere in profondità il suo animo. Il prefatore sarà presente durante la serata di presentazione del libro che si terrà a Venafro il 1 febbraio alle ore 17,00 presso la Dimora del Prete di Belmonte (centro storico). Ad affiancarlo quattro relatori, già molto conosciuti al pubblico venafrano e molisano per la loro grande professionalità e sensibilità, Amerigo Iannacone (poeta, scrittore, esperantista), Donata Caggiano (professoressa di filosofia), Giuseppe Napolitano (poeta, scrittore, critico letterario) e Ida Di Ianni (professoressa e poetessa).

La Giusti è giunta alla sua quarta opera dopo “E poi la luce” edito nel 2010 da Edizioni Eva; “E immensamente respiro il mare” edito nel 2012 da Aletti Editore e “E se così fosse” poesia teatro portato in scena nel dicembre 2013 e per la quale ha ricevuto un prestigioso riconoscimento.

Sono molti i lavori della poetessa ad aver ricevuto riconoscimenti in  importanti concorsi letterari. Un giornalista de “Il Punto”, rivista nazionale, ha coniato per lei la definizione “mosca bianca” sottolineando la sua voglia di “pensare e riflettere”, in un mondo che va  sempre di  corsa, dove ognuno si sottrae alle bellezze della vita.

A sigillo pochi versi tratti da “Nelle tenui ali del tempo”.“Navigo/ su questa terra/ come carne arsa/ muovendo/ le tele/ del mio tempo”.

A Seguire   uno stralcio della prefazione “Il sentimento dell’amore appare il filo conduttore che ne ispira la maggior parte delle liriche, espressive di intense percezioni  di luci, suoni, colori e di  profumi. Albe radiose e notti profonde si inseguono incessantemente, facendo da sfondo ad un turbinio di affetti velati da soffusa melanconia, che riesce tuttavia a cogliere nella fuggevolezza dell’attimo,i bagliori dell’Eterno.”

                                                

 

 

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