ISERNIA – Snobbato dai vertici regionali il corteo dei lavoratori Ittierre

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ISERNIA. “Il Molise non deve morire”: questo uno degli slogan intonati dai lavoratori e fasonisti della Ittierre che hanno sfilato stamani per le vie del capoluogo pentro. Forte il loro disappunto nei confronti della gestione societaria targata Bianchi, ma grande anche la speranza che le prossime ore possano segnare una svolta: con il pronunciamento del tribunale di Isernia sulla richiesta di ammissione a concordato preventivo avanzata dall’azienda, con il possibile arrivo di nuovi imprenditori in grado di far ripartire l’attività produttiva a Pettoranello e, quindi, con le decisioni che verranno assunte in occasione del tavolo ministeriale indetto per il 29 gennaio. Ma la manifestazione di protesta è andata anche oltre l’Ittierre. È stata abbracciata dai lavoratori della Gam, di Esattorie, della Dr, dai precari della Provincia di Isernia e dai sindaci dell’hinterland pentro. Questi ultimi erano in diciannove e si sono posti in testa al corteo per testimoniare come le amministrazioni locali “sentano fortemente le difficoltà dei propri cittadini; come sia difficile governare nelle aree depresse dalla crisi”.

Un atteggiamento diametralmente opposto a quello della Provincia di Isernia e della Regione Molise, che hanno pensato bene di snobbare il corteo, negando così solidarietà ai tanti, troppi lavoratori a rischio posto di lavoro. Il messaggio lanciato invece dai sindaci è stato univoco. “Manifestiamo per salvare l’Ittierre e tante altre nostre aziende che hanno grosse difficoltà – ha dichiarato il sindaco di Isernia Brasiello, tra i promotori dell’iniziativa – La partecipazione mia e dei miei colleghi sta a significare che un intero territorio sta soffrendo. Noi vogliamo rivendicare al Governo la possibilità di istituire qui un’area di crisi. In questo senso, – ha concluso – i sindaci possono fare tanto. Pertanto ci organizziamo per andare a far sentire la nostra voce anche a Roma. Andiamo a dire che c’è un territorio che non vuole morire”.

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni del sindaco di Vastogirardi Davide Apollonio: “Iniziamo ad alzare la voce oggi con Ittierre – ha affermato – Ma questo deve essere solo l’inizio per la programmazione di una politica attenta al territorio e ai problemi del lavoro che attanagliano in particolare la pentria”. Fieri i manifestanti, circa 400 nonostante la pioggia battente, che hanno sfidato il maltempo e girato Isernia in lungo e in largo, per poi arrivare nei locali dell’Auditorium e dare vita ad un confronto. Insieme si è suonata la carica e si è deciso, anzi confermato, di partire tutti alla volta di Roma mercoledì prossimo, per essere presenti dinanzi al ministero dello Sviluppo Economico mentre all’interno istituzioni e imprenditore scriveranno le sorti della Ittierre, di circa 700 lavoratori e delle loro famiglie. Alla sfilata hanno, infine, aderito anche alcune scolaresche.

A margine della manifestazione l’onorevole del Pd, Danilo Leva, conferma il proprio impegno nei confronti del Governo centrale al fine di ottenere il riconoscimento dell’area di crisi per il distretto produttivo Bojano–Isernia–Venafro. “È fondamentale oggi – afferma Leva – ottenere il riconoscimento dell’area di crisi per poter usufruire di risorse aggiuntive da destinare alla crescita e allo sviluppo. Risorse aggiuntive che, però, non si traducono automaticamente in risoluzione dei problemi. Spetterà a ciascuno – conclude – fare la propria parte”.

Fonte: www.isernianews.it/politica-attualita/32074-ittierre-in-piazza-per-la-sopravvivenza-ma-regione-e-provincia-snobbano-il-corteo.html

 

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