CINEMA – Le passioni della bellissima Giulia Di Quilio, regina italiana del Burlesque

Blackberries Venafro
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CINEMA. “Lui mi studiava come pochi altri, sentivo i suoi occhi addosso, poi sono entrata nei panni di Rita Hayworth ed ho capito che mi avrebbe portato a Cannes”. Giulia Di Quilio (Chieti 1980) ricorda così il suo provino con Paolo Sorrentino per il film “La grande bellezza”.  Giulia è un’anima divisa in tre: cinema, teatro e burlesque. Dopo aver lavorato per anni come modella e mosso i primi passi nel cinema con Tornatore e con il talento “irregolare” di Vittorio Moroni, dopo aver continuato tra esperienze teatrali e altri ruoli sul grande e sul piccolo schermo (con Moccia, Oldoini, Bonivento), ha trovato, nel 2010, il suo doppio ideale: Vesper Julie, performer burlesque, ispirata alle dive hollywoodiane e all’iconografia delle esplosive pin up anni ’50. Nei panni della “rossa” Vesper, ha partecipato al talent show Lady Burlesque, arrivando in finale.

Il suo stile nel Burlesque oscilla tra richiami “classici” e tentazioni più contemporanee: l’eleganza sospesa della Danza con i ventagli (eseguita secondo codici old style), si mescola a contaminazioni meno “ortodosse” (dall’omaggio alla “bomba” cartoon Jessica Rabbit fino al gusto per l’illusionismo e l’universo circense). L’arte del Burlesque ha arricchito il suo percorso di attrice, portandole una verve inedita, un rinnovato gusto nel mostrarsi e nel mettersi in gioco. I frutti non si sono fatti attendere: ha partecipato allo spettacolo “resident”, al teatro Arciliuto di Roma, Lady Burlesque Cabaret, ed è stata la “primadonna” di Burlesque – Dalla Foglia alla voglia, diretta dal Maestro dello spettacolo leggero Gino Landi, in scena al Salone Margherita, da marzo a maggio 2012.

Dal varietà alla commedia latina nel giro di pochi mesi: a giugno Giulia è una procace e, insieme, esilarante “peripatetica” nel Miles Gloriosus di Plauto, affiancata dal mattatore Edoardo Siravo e guidata dall’esperta regia di Alvaro Piccardi, al Teatro Romano di Tindari, per il Festival dei Due Mari. Nel suo personaggio, Acroteluzio, utilizza l’esperienza del Burlesque, per caratterizzarne la maliziosa grinta seduttiva, accennando anche uno streap-tease, giocato sul filo della parodia, per prendere all’amo il “soldato fanfarone” del titolo, Pirgopolinice.

Terminate le repliche in Sicilia, viene chiamata da Paolo Sorrentino, per recitare nel suo atteso La grande bellezza. Un’apparizione forte, caratterizzata da un altro richiamo alle sottili sfumature della seduzione – questa volta giocata su toni più neri e inquietanti – che metterà alla prova i sensi del protagonista Toni Servillo.

 

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