VENAFRO – Progetto “Gran Manze”, in Basso Molise o nella Piana di Venafro?

Blackberries Venafro
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VENAFRO. La preoccupazione è tornata a diffondersi negli ultimi giorni, in concomitanza con la caduta del governo Letta. In occasione dell’ultimo Consiglio dei ministri presieduto dall’ormai ex premier, infatti, sarebbero stati approvati sette contratti di competenza di filiera del ministero delle Politiche Agricole, tra i quali quello delle “Gran Manze” molisane. L’allarme, per le possibili conseguenze ambientali che potrebbero essere indotte da un allevamento bovino di proporzioni enormi (si parla di 12mila capi di bestiame), si è diffuso soprattutto in Basso Molise, dove la Granarolo avrebbe intenzione di costruire la gigantesca “batteria” di stalle. Il progetto prevede l’allevamento delle giovani mucche fino a 24-27 mesi. Poi, un paio di mesi prima del parto, le manze vengono trasferite altrove dalla stessa Granarolo, che le avvia alla produzione del latte.

Data l’avversità al progetto manifestata dalle popolazioni del Basso Molise, tuttavia, c’è chi teme che la Granarolo possa tentare di ripiegare verso la Piana di Venafro, un territorio che pure presenta caratteristiche tali da poter accogliere il progetto “Gran Manze”. Ad onor del vero c’è anche chi questo cambio di location lo ha auspicato. Parliamo dell’imprenditore agricolo Raffaele Cotugno (ex vicepresidente del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro), che ebbe a dichiarare, nel contesto di un’intervista concessa al quotidiano telematico molise24.it: “Siamo pronti ad accogliere l’iniziativa della Granarolo che può creare un grande sviluppo in tutta l’area venafrana. Il progetto produrrebbe risvolti commerciali e sociali notevoli, ben oltre l’ambito agricolo”.  Secondo l’ex vicepresidente del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, inoltre, non vi sarebbero ricadute ambientali, in quanto: “I residui fecali ed i liquami possono essere utilizzati come concime per fertilizzare i campi. Ci sono le tecnologie adatte, basta fare le cose per bene”.

Della “sortita” di Raffaele Cotugno non si è più parlato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni la questione possa tornare in auge.

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