CAMPOBASSO – Presso il Palazzo provinciale l’assemblea del Comitato contro le camorre

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CAMPOBASSO. Promossa dall’Uprom e  presieduta dal sindacalista Emilio Izzo, si è svolta nel pomeriggio, presso il palazzo provinciale di Campobasso, l’assemblea pubblica del Comitato contro le camorre. Il Presidente dell’Unione Province Molisane, Salvatore Colagiovanni, ha aderito al Comitato, fornendo solidarietà piena all’iniziativa e condannando senza remore quanti per tanti anni hanno fatto affari con i rifiuti tossici in Molise. “Lo Stato -ha sostenuto Colagiovanni- deve essere presente. Non bisogna aspettare programmi come le Iene per denunciare fatti così gravi, sottaciuti per anni. L’Uprom aderisce con fermezza e coraggio a questo Comitato, per avviare insieme un cammino certamente difficile, ma che senza paura ci vedrà impegnati in prima linea”.

Emilio Izzo ha invece inteso ricordare che “dopo i primi momenti di clamore, una volta spenti i riflettori, tutte le paure ed i timori sembrano essersi sopiti”. Non di meno il tenace sindacalista ha ricordato il silenzio e l’omertà delle istituzioni,  “soprattutto sui molteplici traffici notturni di camion che venivano a riversare il loro contenuto di morte nel sottosuolo molisano. E’ inaccettabile -ha evidenziato Izzo- che ancora oggi si continui a parlare del Molise come di un territorio sano, non avvelenato, nonostante le dichiarazioni chiare e precise di taluni esponenti malavitosi. Non basta qualche piccolo scavo superficiale per lavarsi la coscienza, “.

Dell’assemblea sono stati partecipi: il Comitato nuova centrale elettrica del Volturno, l’Associazione italiana medici dell’ambiente, l’Osservatorio molisano sulla legalità, il Comitato nazionale del paesaggio Italia nostra, il sindaco di Pizzone Letizia Di Iorio (nonché presidente del Comitato unione dei comuni del Volturno), l’assessore provinciale all’ambiente Alberto Tramontano, il giornalista Giuseppe Saluppo, (nonché candidato alla poltrona di Sindaco di Campobasso), Nunzia Lattanzio e tanti altri ancora. Tutti hanno aderito al Comitato contro le camorre e  sono intervenuti dando la loro disponibilità affinchè si possa lavorare su più fronti: la questione dei rifiuti tossici, l’istituzione del registro dei tumori, contro la cementificazione selvaggia e contro le pale eoliche con il relativo deturpamento paesaggistico. Fine ultimo dell’iniziativa il risveglio delle coscienze, per un futuro migliore.

Claudia Mistichelli

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