AGNONE – Il Centro Studi Alto Molise presenta “Le Vie Nascoste” di Antonio Mocciola

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AGNONE. Nel contesto dell’iniziativa culturale “Il sabato del villaggio – rassegna di libri, poeti e scrittori vicini e lontani”, il Centro Studi Alto Molise “Luigi Gamberale” presenta “Le Vie Nascoste – Tracce di Italia Remota”, di Antonio Mocciola (Giammarino Editore). L’evento è in programma per le ore 18 di venerdì prossimo, 28 febbraio, presso il Caffè Letterario di Piazza Plebiscito. E’ previsto l’intervento di Bruno Cerimele. L’incontro sarà moderato da Maurizio Vitiello. A cura di Cristian Izzo le letture dei testi. Sarà presente l’autore, Antonio Mocciola.

 

VIAGGIO TRA I BORGHI SCOMPARSI D’ITALIA

Arriva la prima guida dei paesi abbandonati d’Italia. Un viaggio insolito, tra borghi cancellati e immobili da decenni, spesso da secoli. Archeologia moderna mai esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza. Questo libro, edito da Giammarino editore ( www.giammarinoeditore.it ), colma un vuoto e regala inedite emozioni. Antonio Mocciola, giornalista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano attraverso le città-fantasma d’Italia, dai nomi arcaici (Craco, Buonanotte, Romagnano al Monte, San Pietro Infine, Argentiera, Stramentizzo, Nardodipace …) e abbandonati dall’uomo. Ventuno “Pompei del Novecento”, scrigni di tesori inesplorati, al termine di strade impervie e spesso desolate. Un’Italia diversa, persa nel buio della storia. Una storia da rileggere, da riscoprire, da amare.

HANNO SCRITTO, TRA GLI ALTRI:

In questo affascinante libro di testi e foto finalmente Mocciola mette insieme i tasselli della “sua Italia”: vecchi borghi che, pur senza l’uomo, sono ancora erti in una loro fiera solitudine, mete di un turismo eccentrico e un po’ snob (Massimiliano Palmese, La Repubblica)

Le vie nascoste percorse da Antonio Mocciola sono tante e tutte suggestive (Federico Taddia, La Stampa)

Un viaggio straordinario che accende la fantasia, lascia stupefatti e al tempo stesso spinge alla riflessione (Paolo Cacace, Il Messaggero)

Mocciola ci accompagna in un viaggio appassionante, insolito, in un Italia diversa che si perde nel buio della storia. Paesi traditi, spariti, città del silenzio. (Gioconda Marinelli, Il Mattino)

Antonio Mocciola sfida una “congiura del silenzio” purtroppo esistente da sempre e guida i lettori in una nuova dimensione incantandoli con un viaggio fantastico verso luoghi ignoti. (Marina Ciccarelli, Il Roma)

Con la sua scrittura descrittiva e poetica al tempo stesso, Mocciola conduce per mano in giro per la Penisola alla ricerca di paesi e borghi abbandonati da non troppo tempo: le Pompei del ‘900 (Marco Perillo, Il Corriere del Mezzogiorno).

Novello Virgilio, Mocciola guida il lettore in un viaggio di scoperta che ha il sapore d’altri tempi, alla ricerca di luoghi dimenticati (Carmen Di Peso, Il Mondo di Suk)

L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e un’operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili recuperi (Maurizio Vitiello, Positanonews)

Diario in doglianza e incanto per italici borghi sopraffatti ad incuria, disaffezione, abbandono (Alessandro Toppi, Arteatro)

Un libro che diventa una grande emozione per chi lo legge (Sandro Maiorella, La Gazzetta del Mezzogiorno)

E’ l’eco di un mondo in disfacimento ad affascinare lo scrittore al punto tale da desiderare che esso rimanga inalterato quale testimonianza di un passato da preservare a tutti i costi (Monica Florio, Avanti!)

Ventuno borghi che sanno di stordimento esistenziale, nel senso reale del termine, perché ogni punto scoperto da Mocciola porta struggimento (Nunzio Festa, Il Quotidiano)

Un piccolo gioiello di neo-archeologia (Diletta Capissi, Il Denaro)

Antonio Mocciola, nato a Napoli nel 1973, dal 2003 collabora con il magazine meridionalista “Il Brigante”, di cui attualmente è capo-redattore. Diventa giornalista pubblicista nel 2006. Interessato alla musica ed allo spettacolo, cura e firma i booklet dei più recenti cd di Giuni Russo e del dvd di Franco Battiato dedicato alla cantante, che contiene il monologo teatrale scritto dallo stesso Mocciola con M.A Sisini e portato in scena da Piera Degli Esposti a Torino al Festival Internazionale del Cinema Tglff. Nel 2006 esordisce nel panorama letterario pubblicando la raccolta di racconti “Quattordici tracce di amore disperso”, che vince la rassegna “La Libreria degli Inediti”. Nel 2008 pubblica con la Montag Edizioni “La sottrazione”, naturale prosecuzione del lavoro precedente. Nel frattempo conduce per due anni una trasmissione radiofonica su Radio Studio Emme e per quattro anni una televisiva con Renè Bonante per Tele A+ e Sky; di entrambe è anche autore.  Nel 2010 pubblica con Giammarino Editore “Le vie nascoste”, viaggio tra i borghi scomparsi d’Italia, che in pochi mesi “sfonda” il tetto delle mille copie, apparendo su tutti i più importanti media nazionali.

Cristian Izzo nasce a Castellammare di Stabia il 21 agosto del 1990. Fin da piccolissimo si appassiona al teatro: debutta infatti, a solo 5 anni e mezzo nel ruolo di Peppeniello, in “Miseria e nobiltà!”, con una compagnia dilettantistica del posto. Da quel momento in poi, si dedica allo studio del teatro in qualsiasi modo gli sia possibile, non avendo la famiglia la possibilità economica per iscriverlo ad una scuola di teatro: a 13 anni vince il premio “Pittura fresca” come migliore attore, under 14 ed eccezionalmente under 18, affacciandosi nel mondo dei professionisti, cominciando a lavorare come tecnico, macchinista e suggeritore per importanti compagnie italiane: Paolo Ferrari, Valeria Valeri, Paolo Poli e tanti altri. A 18 anni, nel 2008/2009 debutta come attore, con Armando Pugliese in “Padroni di barche” di Raffaele Viviani e comincia la sua attività di attore professionista. Nel 2010 prende parte a “Napoli appezzi” di Ernesto Lama; nel 2011, in “Napoli chi resta e chi parte” di Viviani e “Il giudizio universale” di Cesare Zavattini, entrambi per la regia di Pugliese. Nel 2011 comincia anche la sua attività di autore, portando in scena “Fantasmi vivi e morti” due atti unici. Nel 2012, porta in scena altri due nuovi testi : “Non è il solito recital” e soprattutto “Ultima fermata:chi è di scena?”, che porta in scena al “Théâtre de poche ” di Napoli e riscuote un inatteso successo, insieme a grandi consensi di critica.Nel 2013, collabora con la “Federico II” di Napoli, portando a termine il progetto/spettacolo “Europeans”, sulla storia del teatro napoletano prima ed europeo poi e riceve l’attestato ad honorem, dal “Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali”, sia in Italia che in Francia. Si dedica anche al teatro circo, prendendo parte a “Lui chi è?” e “LXLM” due produzioni che girano l’Italia, con la regia di Giovanni Savino, e al teatro di figura: prende parte a varie produzioni del Centro di teatro di figura “Compagnia degli sbuffi”: “Immaginifico Totò”, con la regia di Fioravante Rea; “Mangiafrittelle” e “Arbeit Macht Frei”, per la regia di Aldo de Martino. Nel 2014, entra nel cast de “il coro negato” un omaggio al poeta Antonio Neiwiller a vent’anni dalla scomparsa, diretto da Sandro Dionisio e si dedica all’allestimento del suo nuovo testo, “Sala operatoria”, che vede protagonista Massimo Masiello e che andrà in scena il prossimo Marzo, a Napoli.

 

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