ISERNIA – Marco Condidorio dell’Uici: “Per uscire dalla crisi ripartiamo dal pensiero”

ISERNIA. Volentieri pubblichiamo questo interessante contributo dello scrittore/giornalista Tonino Atella:

Un appello “forte” di filosofi, studiosi ed uomini di cultura d’Italia : “Per uscire dalla crisi -affermano in tanti- ripartiamo dal pensiero. Salviamo la filosofia, difendiamo il pensiero critico e dunque libero !”. E’ quanto si legge nel messaggio sottoscritto da numerose personalità della cultura nazionale, in risposta al sostanziale accantonamento, o declassamento se si preferisce, in cui s’intende relegare l’insegnamento della filosofia nelle scuole ed all’università per privilegiare l’ideologia tecnocratica. Messaggio rilanciato in Molise dal prof. Marco Condidorio, Presidente dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti regionale. Ecco quanto si ricava dal testo, sottoscritto da tantissimi filosofi ed uomini/donne di cultura italiani tra cui, giusto per citare, Giovanni Reale, Roberto Esposito, Adriano Fabris, Emanuele Severino e Gianni Vattimo : “E’ un momento non facile -vi si legge- per filosofia e cultura umanistica. Prevale oggi l’ideologia tecnocratica, secondo cui ogni conoscenza va finalizzata ad una prestazione, ossia le scienze di base risultano così subordinate alle discipline applicative e tutto dev’essere orientato all’utile. In tal modo il sapere diventa nient’altro che una procedura. Si ricercano solo specifici risultati, unicamente efficacia ed efficienza. Per  conseguire tanto è stata eliminata la filosofia teoretica da molti corsi universitari, nelle scuole si mira a ridurre  2 anni la formazione filosofica, mentre la bioetica viene fatta rientrare nei settori disciplinari della medicina e del diritto, piuttosto che della filosofia”. Il prosieguo dell’appello di filosofi e personaggi della cultura : “Privilegiando un pensiero unico modellato sulle procedure tecnologiche, si rinuncia alla nostra tradizione, alle molteplici espressioni della nostra umanità, diventando così più poveri nella riflessione e nella capacità critica. In tal modo ne va del ruolo stesso della cultura nel nostro Paese ; questa è una deriva da contrastare ! E’ necessario rilanciare la cultura umanistica, all’interno della quale anche la ricerca scientifica e tecnologica acquista significato”. “Così facendo -concludono i filosofi di tutt’Italia- troverà rilancio la stessa azione politica interna, come responsabilità del pensiero nei confronti della dimensione pubblica. E’ il modo giusto con cui il nostro Paese può essere fedele al suo passato e può trovare vera collaborazione nel presente e nel futuro dell’Europa”. Chi volesse sottoscrivere l’appello può farlo  andando su www.lascuola.it .

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