POZZILLI – Preoccupazione in paese per un nuovo mega impianto fotovoltaico

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POZZILLI. La notizia del possibile “atterraggio” di un un nuovo mega-impianto fotovoltaico (avente una superficie di 25 ettari, pari a 30 campi di calcio) da realizzare nelle campagne del piccolo comune sede del Consorzio industriale di Isernia/Venafro, è apparsa sul gruppo fb “Pozzilli On Line”.

Immediatamente è scattato l’allarme tra la popolazione locale e gli ambientalisti, che temono un nuovo scempio ambientale. Da segnalare l’intervento di Monica Di Filippo, tra le attiviste più impegnate dell’Associazione Onlus “Mamme per la Salute e l’Ambiente”: “Siamo per l’energia pulita, rinnovabile, ma il troppo storpia. In quella zona c’è già un grande parco fotovoltaico, perché realizzarne un altro di queste assurde dimensioni? Chi dovrà usufruire di tutta questa energia?”.

Ovviamente adesso si tratta di verificare quanto vi sia di vero in questa vicenda. Per completezza di informazione riportiamo integralmente il testo del documento pubblicato su “Pozzilli On Line” dal Geometra Ernesto Vettese:

Si tratta della realizzazione di due impianti di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, e relative opere infrastrutturali, localizzati, rispettivamente, in contrada “Le noci”, della potenza di 5250 Kw, ed in contrada “Pantano”, della potenza di 7000 Kw, denominati ‘Molise 01’ e ‘Molise 02’. L’impianto si estende per complessivi 25 ettari di territorio!!! l’impianto sarebbe oltremodo visibile dagli abitati circostanti e dai principali arterie viarie; l’intero territorio del Comune di Pozzilli è sottoposto a vincolo d’interesse paesaggistico, proprio con specifico riferimento alla pianura Venafrana, su cui emergono le prime colline che poi conducono all’imponente catena della Mainarde.
la notevole estensione dell’intervento di per sé è evidentemente idonea ad incidere in modo significativo e non trascurabile proprio sull’oggetto della tutela paesaggistica, ossia sulla pianura venafrana. L’impatto ambientale degli impianti fotovoltaici aumenta all’aumentare della loro
dimensione; sino al punto di stravolgere il paesaggio e le sue peculiari caratteristiche (anche a voler trascurare i probabili fenomeni di disequilibrio idrogeologico, la perdita di superficie agricola coltivabile; sicuramente un impianto che occupa 25 ettari di terreno ha un impatto tutt’altro che trascurabile su un tipico paesaggio agricolo, sottoposto, peraltro, a vincolo di tutela). Quelle sopra sono le considerazioni del TAR Molise sul ricorso proposto nel 2008 dalla FV Pozzilli (in breve il TAR ha riconosciuto l’enorme impatto sul territorio e sul paesaggio). Il ricorso è stato però accolto in quanto il parere negativo della Direzione regionale da un lato non era stato espresso in conferenza dei servizi e,
dall’altro, era viziato da incompetenza in quanto non essendo l’area gravata da vincolo archeologico, avrebbe dovuto pronunciarsi la soprintendenza paesaggistica e non la Direzione Regionale la quale è competente solo per il caso di doppio vincolo (ambientale ed archeologico).

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