VENAFRO – Il “caso Cascardi” anima la scena politica locale. Maggioranza spaccata?

Blackberries Venafro
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VENAFRO. Il “caso Cascardi” continua a dominare la scena politica locale. Della vicenda si è occupato anche il collega Tonino Atella, che ci ha inviato il seguente contributo:  

C’è qualche crepa, inutile far finta di nulla. Certo, adesso ci saranno chiarimenti, dichiarazioni concilianti e ricomposizioni -giusto quanto sono soliti fare gli ambienti politico/amministrativi nostrani, non importa se nazionali, regionali o comunali-, ed il cronista andrà incontro con tutta probabilità a smentite, rettifiche o affermazioni (assai gratuite) del tipo “i media hanno travisato … !”. Ciononostante intendiamo scriverne per approfondire ed entrare nel merito. In ballo c’è la tenuta della maggioranza civica (ma assai spostata a sinistra) del Comune di Venafro, ossia qualcosa di sostanziale. Perché parliamo di tenuta ? Perché sul “caso Cascardi”, la segretaria comunale condannata per aver corrisposto all’ex sindaco Nicandro Cotugno 6mila euro e rotti di buonuscita non dovuti, sono venute fuori due voci contrapposte in seno alla stessa maggioranza. Carlo Potena, consigliere semplice, lo stesso che nella passata legislatura dai banchi dell’opposizione aveva sollevato l’attuale “caso Cascardi”, ha parlato apertamente dell’opportunità di dimissioni da parte della segretaria essendo venuto il suo rapporto di fiducia con l’attuale governo cittadino ; di contro Alfredo Ricci, vice sindaco, ha detto chiaro e tondo che la maggioranza non ha affatto chiesto le dimissioni della segreteria generale dell’ente e che il “caso Cascardi” sarà oggetto eventualmente di approfondimenti futuri. Posizioni, cioè, che si fronteggiano apertamente, con esiti tutti da leggere. C’è in seno all’attuale maggioranza il fronte del “no alla Cascardi” ? E come è consistente questo fronte ? E’ minoritario o maggioritario nella coalizione che amministra la città ? La posizione di Potena è isolata, al massimo sostenuta solo dal sindaco Sorbo, che assieme a Potena nella precedente legislatura sollevò il caso ? La posizione di Ricci è avallata dalla gran parte della coalizione di governo municipale, tanto da giustificare il suo perentorio diktat, ossia “la maggioranza non chiede le dimissioni della segreteria generale del Comune” ? Le crepe quindi, o se preferite le divergenze, ci sono eccome nella maggioranza dell’ente locale venafrano, ed il “caso Cascardi” le ha portate prepotentemente fuori. L’augurio a questo punto è che la chiarezza sia adempimento prioritario di ognuno, al fine di assicurare all’ente la funzionalità necessaria, senza freni o rallentamenti di sorta. Se ricompattazione sarà, tutta la collettività locale ne guadagnerà. In caso contrario, è doveroso che ognuno assuma responsabilmente le decisioni conseguenti per garantire al Comune un futuro di concretezze amministrative.

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