CAMPOBASSO – Petraroia: “Il Molise deve ripartire dalle donne se vuole uscire dalla crisi”

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CAMPOBASSO. Il Molise deve ripartire dalle donne se vuole superare a crisi e restituire speranza al futuro. Questo il senso del comunicato diffuso dall’assessore regionale Michele Petraroia in occasione della Festa della Donna:

“La ricorrenza dell’8 marzo nasce da un evento tragico in cui delle donne morirono per affermare i loro diritti. Questa data emblematica della conquista per la parità non può essere derubricata a rito consumistico o a spettacolo che mercifica la dignità delle donne. Occorre rispetto perché l’8 marzo non è un festival effimero.

Il confronto culturale che si è aperto in Italia sulle regole della rappresentanza e in Molise su ruoli di riferimento all’interno delle istituzioni, non può svilupparsi come fosse una concessione fatta dagli uomini per accontentare le donne, né può scaturire da imposizioni statutarie o obblighi normativi.

In una società democratica evoluta la parità di genere è un fatto acquisito, e in nessun ambito si rinuncia a valorizzare le competenza delle donne come ci confermano le esperienze dei paesi scandinavi o delle realtà più progredite che da tempo hanno chiamato le donne ai vertici della politica e delle imprese.

È paradossale che nel mentre l’Europa è governata da Angela Merkel ed il Brasile si è affidato ad una donna, in Italia si stenta a comprendere che dalle donne può venire lo slancio per superare la crisi e restituire futuro al paese.

Il Molise se parte dalle Primarie del PD che hanno visto misurarsi con determinazione due donne chiamate alla guida del più importante partito italiano, e valorizza con consapevolezza e coerenza il ruolo delle donne in ogni ambito professionale, istituzionale ed imprenditoriale, compie una scelta seria, saggia ed innovatrice.

Personalmente avendo rimesso il mandato dal 17 febbraio nelle mani dei vertici del PD e del Presidente della Giunta, non avrei alcun problema a sostenere da consigliere regionale un nuovo esecutivo composto da una o più donne.

In politica ci si confronta o ci si divide sugli ideali, sui programmi, sui valori e sui progetti, e si può essere d’accordo o meno sul merito delle scelte da fare, ma è sbagliato pensare che nel 2014 si debba ancora tergiversare sulla parità di genere come pilastro di civiltà della democrazia avanzata”.

 

 

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