MOLISE – Omaggio alla nobile Hypatia nel giorno in cui si celebra la Donna

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MOLISE. Nel giorno in cui si celebra la Donna, con estremo piacere pubblichiamo questo contributo inviatoci dal collega Tonino Atella, dedicato alla nobile figura di Hypatia di Alessandria:

Nell’odierna Giornata della Donna, che si celebra un po’ ovunque con iniziative di varia natura e tutte mirate ad esaltare doti e qualità del gentil sesso, ormai protagonista a pieno titolo della vita moderna, nella Giornata della Donna di un personaggio femminile particolare è d’obbligo scrivere e ricordare, Ipatia “Hypatia” Alessandrina, nata nel 375 ca. in Alessandria d’Egitto e morta di morte violenta nel 415 dopo Cristo. Donna coraggiosa ed intelligentissima Ipatia, figlia del matematico Teòne, ereditò dal padre la passione per lo studio della matematica, dell’astronomia e della filosofia. La sua fama, grazie anche alle proprie notevoli capacità nell’arte dello scrivere e del dialogare in modo persuasivo sostenuta com’era da una spiccata “vis eloquendi” (forza del dire), ben presto valicò ogni confine, di lei si disse un gran bene tanto da essere incaricata di tenere pubbliche conferenze e lezioni nella sua città natale, Alessandria d’Egitto, nota all’epoca della giovane “Hypatia” per il faro, per il museo e soprattutto per la prodigiosa biblioteca, ricca di ben 70mila volumi, elementi che ne facevano un centro culturale di prim’ordine nell’antichità. Il Governatore di Alessandria, Oreste, colpito dall’intelligenza, dalle conoscenze e dalla notorietà di Ipatia, non mancò di tributare solenni onore alla donna, additandola ai sudditi come autentica protagonista ed artefice della vita culturale alessandrina dell’epoca. Tutto ciò però, piuttosto che magnificare la giovane, la condusse presto alla rovina ! Gli onori tributatele dal Governatore Oreste scatenarono infatti l’invidia irrefrenabile di larghi strati della società alessandrina che, pur di vederne calare la stella e quindi la notorietà, arrivarono ad incolpare Ipatia -che era laica- di essere la fomentatrice di Oreste nelle persecuzioni contro i cristiani. Il popolo alessandrino, che intanto aveva abbracciato la nuova religione cristiana, aizzato dalle gelosie e dalle rivalità insensate mosse dai nemici di “Hypatia”, e soprattutto non a conoscenza delle qualità del vero sapere che la giovane portava in giro, sapere privo di confini ed in quanto tale non appartenente ad alcuno schieramento bensì patrimonio di tutti, il popolo alessandrino -si diceva- finì per assalire la sventurata figlia di Teòne e la lapidò, ritenendola un ostacolo per la nuova fede religiosa ! E’ perciò giusto e doveroso ricordare la dotta Ipatia Alessandrina, a distanza di venti secoli circa dalla sua scomparsa e nella ricorrenza della Giornata della Donna del terzo millennio, per additarne il sapere, l’eloquenza, le qualità e l’energia di trasmettere a tutti gli altri la forza e l’assoluta autonomia del sapere e della cultura, a prescindere da invidie e miserie umane.

 

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