VENAFRO – Ai domiciliari in città il “collaboratore” campano Pietro Sansone

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ALIFE – E’ ai domiciliari in città l’ex funzionario del Comune di Alife, Pietro Sansone, tratto in arresto lo scorso 28 febbraio per i reati di peculato e falso ideologico continuato in relazione a fatti commessi in Alife e Piedimonte Matese tra il 2007 e il 2010. Le indagini ebbero inizio a seguito di presunte irregolarità amministrative e contabili perpetrate dal dirigente nell’esercizio delle sue funzioni. L’attività degli investigatori accertò in capo al Sansone un’ appropriazione indebita di somme di denaro di spettanza degli Enti, per un importo complessivo di quasi 286mila euro.

La condotta illecita del dirigente, che svolgeva un ruolo apicale in entrambi gli enti, era consistita nella emissione indebita o falsificazione dei mandati di pagamento dell’Ente, emettendoli a suo favore oppure predisponendo delle determine di impegno, atto propedeutico al mandato stesso – false o non corrispondenti. Ciò gli consentiva di eludere i controlli da parte del revisore dei conti e di predisporre dei falsi bilanci degli di esercizio prevedendo negli stessi la sussistenza di residui attivi e passivi.

L’ex funzionario ha iniziato a collaborare con la Giustizia, raccontando la sua verità, con fatti e nomi. Per tale ragione i giudici lo hanno “premiato” concedendogli gli arresti domiciliari. Poche ore fa Pietro Sansone ha lasciato il carcere di Santa Maria Capua Vetere per raggiungere un’abitazione sita nel comune di Venafro, dove resterà in attesa della completa liberazione.

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