VENAFRO – Le Mamme ai sindaci: “Basta industrie inquinanti, tutelate i cittadini”

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VENAFRO. L’associazione Mamme per la Salute e l’Ambiente, consapevole della critica situazione  ambientale che vive tutto il territorio della Valle del Volturno, preoccupata dalle continue e pressanti richieste di autorizzazioni per localizzare nel nostro territorio impianti che creano un sicuro peggioramento della qualità dell’aria e un proporzionale aumento di rischio sanitario per la popolazione esposta, chiede  a tutti i Sindaci della Valle  di esercitare i poteri a tutela della salute dei cittadini, adottando un provvedimento, ispirato ai principi di precauzione e di prevenzione, di divieto di insediamento di nuove attività produttive suscettibili di incrementare l’inquinamento del territorio

La Regione Molise, anche se obbligatorio per legge, non ha redatto il  Piano di Zonizzazione  Regionale per la qualità dell’aria, pertanto, non si sa se il territorio è compatibile o meno con impianti che aggiungerebbero altri  inquinanti  in un ambiente molto probabilmente già saturo.

Si chiede un’azione tesa, non solo a rimuovere i  pericoli che costituiscono una minaccia grave e contingente, ma anche a prevenire quelli che configurano una minaccia anche solo potenziale per la comunità già costretta a convivere con le emissioni di un notevole traffico autoveicolare, con una zona industriale e con impianti di incenerimento  che ,è necessario ricordare, nati piccoli sono divenuti negli anni, ampliamento dopo ampliamento,  di formidabili dimensioni: Impianti sprovvisti di  Autorizzazione Integrale Ambientale.

In particolare, in merito alla realizzazione di Impianto di Biomasse nel Comune di Montaquila,  si fa espressa richiesta al Sindaco Dott. Franco Rossi , che in passato si è sempre detto sensibile ai problemi sanitari derivanti dall’attività di  impianti oggettivamente inquinanti, di dimostrare ora con atti concreti la contrarietà a che nel territorio si istallino aziende rischiose per la salute.

A sostegno di quanto chiesto si riporta uno stralcio di quanto espresso dal Consiglio di Stato nella sentenza 4227/2013, cioè che il principio di precauzione “fa obbligo alle Autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire i rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente” e che, per il principio di prevenzione, “ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un’attività potenzialmente pericolosa, l’azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche”.

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