VENAFRO – Scempio, fermi da due anni gli scavi archeologici al convento delle Carmelitane

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VENAFRO. Un contributo importante quello inviatoci dal collega Tonino Atella, perché tratta dello scempio in atto nello spiazzale del Liceo Classico di Venafro, dove la Soprintendenza ha bloccato i lavori della struttura polivalente, ma non procede con il recupero delle vestigia archeologiche: 

Mancando da sempre una struttura polivalente a disposizione dello storico liceo classico “Giordano” di Venafro situato in via del Carmine, si pensò anni addietro di erigerla nel perimetro dello stesso complesso scolastico, estrema periferia ovest della città. L’Amministrazione Provinciale di Isernia ne avviò le pratiche, provvide all’incarico tecnico, reperì i finanziamenti necessari, espletò la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori e finalmente, un bel giorno, uomini e mezzi cominciarono a lavorare sul terreno a sud/ovest del “Giordano”. La comunità venafrana accolse di buon grado il tutto, già pregustando la disponibilità della moderna, essenziale e nuova struttura sia per la classe studentesca della città e sia per l’intera collettività locale. “Finalmente -si disse in giro- disporremo di un servizio funzionale dove tenere concerti, conferenze, mostre ed appuntamenti culturali in genere, una volta soddisfatte le prioritarie esigenze didattiche dei nostri studenti”. In sostanza s’intravedeva prossima un’alba nuova per la vita scolastica, culturale e sociale di tutta Venafro. Poi di colpo il blocco di ogni lavoro, il fermo di scavi e quant’altro ! Vennero infatti rinvenute testimonianze del passato, per l’esattezza i resti di un tempio paleocristiano del V sec. d.C., e la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Molise ne prese pieno possesso ! Non più i lavori per il nuovo complesso polivalente del “Giordano”, bensì un’accurata campagna di scavi e recupero portata avanti dall’allora archeologa del Molise, Quaranta, unitamente ad esperti e studiosi, per riportare alla luce quanto restava dell’antico tempio di epoca paleocristiana, ossia della Chiesa di San Pietro Maggiore. Si era nel 2012 e venne riportato alla luce0 tantissimo : dai resti del tempio vero e proprio alle mura rinascimentali di epoche successive, da un sepolcreto all’ingresso del luogo di culto, dalle navate ad altro ancora, prima dell’interruzione di ogni cosa, con la chiusura del cantiere con robusti catenacci e la sospensione della campagna di scavi in attesa di nuovi fondi. Il guaio è che da allora, ossia da 2 anni, tutto è rimasto sospeso, fermo. Altri soldi non sono più arrivati ed il laboratorio archeologico risulta interrotto, mentre gli studenti del “Giordano” e tutta Venafro sono rimasti con le classiche pive in mano, ossia senza alcuna struttura polivalente a loro disposizione ! Infatti, requisita l’area a ridosso del “Giordano” dati i rinvenimenti archeologici, non si è provveduto ad individuare un nuovo sito dove edificare il nuovo e moderno servizio scolastico, costringendo gli studenti a restarne privi ! Vi pare questa una soluzione logica ed accettabile ? Lasciamo al lettore tutti i commenti di sorta, mentre attendiamo dall’amministrazione provinciale d’Isernia gli adempimenti necessari ed urgenti per procedere alla realizzazione, seppure in altro sito, della struttura polivalente del “Giordano” a disposizione degli studenti umanistici e dell’intera collettività venafrana.

 

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