MOLISE – Registro dei Tumori, le associazioni “strigliano” il presidente Frattura

Blackberries Venafro

MOLISE. Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Fondazione “Lorenzo Milani”, BRIZIO No profit, NO Stalla SI Molise Bene Comune, NO eolico SI Molise, Co.Re.A. Commissione Regionale Anticorruzione, I Cittadini contro le Mafie e la Corruzione, Osservatorio sulla corruzione, ARCI Guglionesi, Ambiente Bassomolise, Associazione Ergo Sum, Rete per l’autorganizzazione Popolare,OML Territorio e Legalità, LA FONTE, Movimento Difesa del Cittadino Sede di Ururi: è un vero e proprio “cartello” di agguerrite associazioni quelle che, in coro, “strigliano” il presidente Paolo Frattura affinché si adoperi concretamente per l’effettiva stesura del Registro Regionale dei Tumori. Perentori i toni della missiva inviata al governatore del Molise:

Le sottoscritte associazioni, a nome delle migliaia di cittadini che da quasi vent’anni continuano a lottare per la difesa di una terra oltraggiata e violentata, e per il diritto alla salute, chiedono con forza che si dia immediatamente effettivo  inizio ai lavori per la stesura del Registro Regionale dei Tumori, per la cui realizzazione ormai da quasi vent’anni in questa regione ci si batte senza sosta.

La storia delle associazioni che in questi anni si sono impegnate per tutelare l’ambiente e la salute del Molise può sembrare a prima vista una lunga sequela di sconfitte: dalle prime manifestazioni contro le industrie chimiche ad alto rischio, alle denunce contro il loro progressivo ingrandimento, dalla grande mobilitazione collettiva contro la turbogas alla storia infinita della discarica di Guglionesi, dalle battaglie coraggiose delle Mamme di Venafro all’avvelenamento dei terreni del Basso Molise con i fanghi tossici e al traffico di rifiuti nocivi nel Nucleo Industriale di Termoli, per arrivare alle ultime, drammatiche notizie riguardanti la zona di Isernia e di Venafro.

Se si leggono bene gli avvenimenti, però, ci si rende conto che questi anni hanno comunque segnato le tappe di una crescita civica e di una presa di coscienza collettiva, che ha cominciato a consolidare nei cittadini la consapevolezza che ognuno di noi è chiamato a impegnarsi in prima persona per il territorio, dal quale dipendono la nostra identità storica, la nostra salute e le nostre possibilità di futuro .

La costante di questi anni è stata la mancanza di informazioni, di dati, di verità: dagli incidenti industriali taciuti alle carte che non si trovavano mai, dalle schede di lavorazione delle sostanze chimiche pericolose non consegnate ai dati sull’inquinamento dell’aria non controllabili e non resi pubblici, per finire con la lettera del Ministro Clini, recentemente resa nota, che ci ha rivelato come  la Regione per più di dieci anni sia stata inadempiente per la zonizzazione dell’aria, il che rende praticamente illegali tutte le autorizzazioni ambientali concesse dal 2002 ad oggi.

Per questo la lotta dei cittadini è sempre stata lotta per la verità e per il diritto all’informazione; e poiché il pensiero più angoscioso è sempre stato quello delle possibili ricadute sulla salute di certe scelte di sviluppo dissennato, si è sempre chiesto in tutti i modi e in tutte le sedi istituzionali che la Regione Molise si dotasse di un Registro Tumori.

Lei saprà certamente che, a tutt’oggi, gli unici dati scientificamente acclarati e confermati sono quelli divulgati nel 2010 dalla Fondazione Milani, elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità e consegnati a tutte le famiglie degli otto paesi interessati: dati però limitati alla zona insistente sul Nucleo Industriale di Termoli, e ai casi di mortalità, poiché, ancora una volta per le inadempienze della Regione, non si potè accedere alle schede di dimissione ospedaliera, non trattate adeguatamente e quindi non utilizzabili per monitorare i casi di malattia tumorale.

Quei dati evidenziavano incidenze di mortalità per vari tipi di tumore significativamente superiori alla media statisticamente attesa nel territorio. Nonostante ciò, nulla è stato fatto dal 2010, e in tutto il Molise si continua ad ammalarsi e a morire.

Ora è il momento di dare veramente un segnale di discontinuità con le precedenti amministrazioni regionali: non ci sono alibi che giustifichino ulteriori attese. Non accetteremo ulteriori ritardi. Sappiamo che una prima tranche di finanziamenti per il Registro è stata approvata, ma non si hanno notizie di un reale inizio dei lavori. Le ultime informazioni in merito confermano ritardi nella sistemazione dei locali necessari e nell’operatività dei necessari strumenti informatici, anche se il tutor che da protocollo deve guidare  i responsabili locali è stato nominato.

Il Registro Tumori Regionale è uno strumento indispensabile per la programmazione sanitaria:senza di esso non è possibile intervenire dove è più necessario, identificando con precisione le criticità da affrontare e  consentendo di creare un nucleo epidemiologico stabile e operativo in permanenza sul territorio. E’ anche l’unico strumento giuridicamente utilizzabile nei casi di inquinamento ambientale per stabilire rapporti di causa-effetto per quanto attiene alle conseguenze sulla salute pubblica. Ma soprattutto, su un tema così dolente, la realizzazione del Registro restituirà la fiducia nelle istituzioni a chi per tanto tempo si è sentito lasciato solo con le sue paure e preso in giro, non  considerato meritevole neanche di una qualunque risposta  ad interrogativi tanto tragici.

Chiediamo quindi che si cominci a lavorare senza altri indugi, assicurando nel contempo che siano disponibili gli ulteriori fondi necessari: tutti ormai sanno che il tempo necessario ad avere un quadro completo della situazione è di circa cinque anni: già di per sé un tempo infinito, che non si può prolungare senza perdere definitivamente credibilità agli occhi dei cittadini.

Chiediamo anche che sia costituito un comitato di informazione e controllo, composto da cittadini e associazioni che negli anni si sono effettivamente impegnati in questa dolorosa battaglia civile, ai quali sia data la possibilità di seguire periodicamente lo stato di avanzamento del lavoro, per poter costantemente informare la popolazione e rendere trasparente il percorso.

Ciò non per sfiducia in chi dovrà operare materialmente a costruire il registro, ma per fare di esso uno strumento partecipato, come le moderne linee dell’epidemiologia mondiale richiedono, e rendere finalmente giustizia alle legittime richieste di verità. E soprattutto perché i risultati, quali che essi siano, non siano semplicemente comunicati solo a fine lavori, ma siano effettivamente e costantemente accessibili a tutti.

C’è un lungo debito di indifferenza e insensibilità da pagare, e un rapporto di fiducia e trasparenza tra istituzioni e popolazione da ricostruire.  C’è da decidere insieme ai cittadini, in modo inclusivo e condiviso, quali scelte operare per un futuro che porti lavoro e crescita, ma che nello stesso tempo tuteli la salute e il territorio, perché non sia più vero, come a Mestre, a Taranto, a Priolo e in tanti altri luoghi d’Italia, che  diritto al lavoro e  diritto alla vita siano principi tra loro inconciliabili, e che la terra del Molise sia terra di omertà e indifferenza, dove sversare impunemente rifiuti tossici.

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