VENAFRO – Rifiuti tossici, le Mamme chiedono “trasparenza e legalità” al Prefetto

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VENAFRO. Il post è apparso sul sito ufficiale delle Mamme per la Salute e l’Ambiente (www.mammesaluteambiente.it) nel pomeriggio odierno. Trattasi di una corrispondenza che il Coordinamento delle associazioni e dei cittadini sensibili al problema ha di recente avviato con la Prefettura di Isernia. Pubblichiamo integralmente il post delle Mamme per la Salute e l’Ambiente:
A seguito della de segretazione delle rivelazioni del Pentito Schiavone e delle notizie riportate dal giornalista Paolo De Chiara nel suo libro i Veleni del Molise, Il Prefetto di Isernia Dott. Piritore istituiva un tavolo tecnico a cui prendevano parte Enti ed Istituzioni preposte ai monitoraggi ambientali e alla tutela della salute pubblica.

Cittadini ed associazioni del Venafrano, in grande apprensione per l’esito di tali indagini, si sono riuniti in un nascente Coordinamento e hanno inviato al Sig.Prefetto una richiesta datata 3 marzo 2014 avente ad oggetto: Rifiuti tossici – Richiesta dei nominativi dei componenti responsabili dei vari enti facente parte della Task force.

La richiesta veniva motivata “poiché si ritiene fondamentale conoscere l’attribuzione delle responsabilità negli Enti partecipanti”. Si ometteva di specificare che la conoscenza dell’attribuzione di dette responsabilità consentirà ai cittadini di poter chiedere, ad indagini ultimate, notizie documentate agli opportuni uffici. Il Prefetto Dott. Piritore con nota del d 14 marzo 2014 pregava, giustamente, “di fornire dettagliate precisazioni sulle ragioni sottese alla richiesta in esame”.

L’associazione “ Mamme per la Salute e l’Ambiente Onlus”, a nome del nascente coordinamento di cui fa parte, ha provveduto con lettera del 14 aprile 2014 a fornire al Sig. Prefetto le “ dettagliate precisazioni” richieste.

A supporto delle motivazioni che hanno spinto il coordinamento a formulare la richiesta al Sig. Prefetto l’associazione ha trasmesso,in allegato , a titolo di esempio tra tanti, copia della corrispondenza intercorsa tra l’associazione e gli Enti Regionalipreposti alla tutela della salute pubblica,dal Maggio 2012 al Maggio 2013. La richiesta, semplice, era di “avere informazioni in merito all’individuazione delle fonti di emissioni di sostanze indesiderabili come previsto dal Regolamento(UE) N.574/2011”. Regolamento Comunitario che impone agli Stati membri ,in presenza di riscontro di diossina negli alimenti, di continuare nelle indagini fino all’individuazione delle fonti. Dalla lettura della corrispondenza si evince il modus operandi degli Enti.Le loro risposte non hanno alcun riferimento alla richiesta avanzata dall’associazione, si diffondono invece in elencazioni non pertinenti e/o rinviando ad altri enti. Di fatto , ad una precisa e legittima domanda rivolta, anche con messa in mora, gli Enti non hanno dato risposta, adducendo, in sintesi, come motivazione di non essere l’ufficio preposto e/o competente per dare quel tipo di risposta.

Tutto quanto prodotto è in virtù del diritto di ogni cittadino di essere informato compiutamente per avere strumenti di difesa della propria salute e di quella dei propri figli.

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