CAMPOBASSO – Impegni per il Molise, confronto con il sottosegretario Giovanni Legnini

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CAMPOBASSO. A latere delle celebrazioni sul 70° anniversario della presa di Monte Marrone promossa dal Comune di Scapoli -questo l’incipit della nota diffusa in mattinata dal vice presidente della Giunta regionale del Molise, Michele Petraroia-, è stato possibile soffermarsi sulla situazione di crisi in cui versa il Molise in un confronto franco e aperto con il Sottosegretario all’Economia e Finanze Giovanni Legnini. È inutile nascondere gli orientamenti nazionali che mirano ad accentrare le scelte di Governo a Roma svuotando i territori di poteri, rappresentanza e risorse.

I recenti tagli introdotti dall’ultimo Decreto su ulteriori 700 milioni a carico delle Regioni e gli obblighi imposti dal pareggio di Bilancio introdotto nell’art. 81 della Costituzione che comporteranno manovre correttive dell’ordine di 20 e 30 miliardi annui per il 2015 ed il 2016, sono state al centro della Conferenza dei Presidenti delle Regioni a cui ho partecipato il 24 aprile a Roma. Gli errori delle classi dirigenti regionali si sommano ad una crisi senza precedenti e determinano una delegittimazione della politica indicata ad arte come unica responsabile del disagio dei cittadini.

Lo sblocco di questa fase porterà al taglio di funzioni e di fondi per i comuni, al completamento della soppressione delle province e allo svuotamento delle regioni con possibile superamento, di fatto o accorpamento delle stesse. In questo contesto crescono le difficoltà dei territori, e diminuiscono gli strumenti a disposizione delle istituzioni locali e delle amministrazioni regionali per fronteggiarli, avallando la campagna aperta da tempo del Corriere della Sera su un nuovo centralismo romano già anticipato da diversi provvedimenti adottati negli ultimi 5 anni da Governi di centrodestra, tecnici e di centrosinistra.

È chiaro che il futuro non è roseo per una piccola Regione come il Molise che conta 310 mila abitanti di cui solo 99 mila occupati, con il 15.8% di disoccupati e alla prese con una crisi connessa con il taglio dei trasferimenti nazionali che bloccano l’edilizia e fermano il terziario, il commercio e le pubbliche amministrazioni. Se a ciò si aggiunge la crisi del tessile e dell’avicolo che in proporzione sono simili se non peggiori di quelle dell’ILVA o delle acciaierie di Piombino, c’è da costruire una risposta istituzionale a tutela del lavoro e dei lavoratori che non può poggiare solo sulle responsabilità degli Enti Locali e della Regione Molise.

Serve un’alleanza forte con il Governo e in particolare con il Ministero del Tesoro, ed il Sottosegretario Legnini che segue le responsabilità del CIPE è un interlocutore importante di questa rete di soggetti con cui condividere un progetto che porti il Molise fuori dalla palude. Questa -ha concluso Petraroia- è la scommessa che passa per il riconoscimento dell’area di crisi, per la stipula di un Accordo di Programma con il Governo simile a quello di Piombino, per una compensazione dei fondi europei 2014-2020 decurtati con i fondi di coesione per politiche nazionali che non poggino sulla convinzione che tutto ciò che è piccolo è inutile, è inefficiente ed è dannoso”.

 

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