VENAFRO. E’ in programma per sabato 10 maggio l’intitolazione della sede Aido di Venafro alla prematuramente scomparsa Ritamaria Matteo. Ce ne riferisce il collega Tonino Atella:
Alla vigilia dell’intitolazione presso l’ospedale SS. Rosario della sezione AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi) di Venafro alla 27enne venafrana Ritamaria Matteo, laureanda in Farmacia Erboristica all’Università di Siena dove viveva e lavorava in un centro commerciale per mantenersi agli studi, e tragicamente deceduta l’8 ottobre dello scorso anno a Magliano Sabina (Rieti) a seguito di incidente stradale sulla cui dinamica non c’è ancora piena chiarezza e sono in corso perizie ed indagini, parliamo col padre della giovane studentessa universitaria, Mario, docente delle Superiori da qualche anno in pensione. Innanzitutto un dato : la tranquillità dell’uomo nel dire della figlia, secondogenita ed assai attaccata alla famiglia, dalla madre Antonietta Cotugno, insegnante elementare in pensione, alla sorella Rosanna 31enne e da cinque mesi madre del bellissimo Francesco Maria. “Ritamaria -spiega il papà Mario- aveva appena superato un esame a Siena ed era rientrata a Venafro per festeggiare e soprattutto stare accanto alla sorella prossima a partorire. Viveva sì a Siena per studio e lavoro, ma era legatissima a tutti noi ed alle amiche di Venafro”. Il prosieguo del racconto dell’uomo : “Una sera eravamo a tavola a casa con le sue amiche e nel corso della serata il discorso andò a finire sulla morte ! Ognuno diceva la sua, indicando il modo di sepoltura e quant’altro. Ad un certo punto intervenne con determinazione Riatamaria che, rivolta alla madre Antonietta, disse : <Mamma, ricordati che io sono donatrice di organi e non dimenticarlo mai !>. Ancora Mario, il papà : “Qualche giorno dopo Ritamaria con la sua Twingo ripartì per Siena e purtroppo intorno alle 11 e 45 dell’8 ottobre scorso il tragico sinistro sull’autostrada. Accertato dai documenti in suo possesso l’iscrizione all’Aido, la trasferirono d’urgenza in autoambulanza all’ospedale di Terni -l’elicottero in poté alzarsi in volo date le avverse condizioni atmosferiche- e nel corso della stessa nottata, data la sua volontà e con l’assenso mio e della madre, procedettero all’espianto di fegato, polmone, reni e cornee. In tal modo venne eseguita la volontà di mia figlia e noi genitori l’accettammo con serenità. Oggi chi vede con gli occhi di Ritamaria ha chiesto d’incontrarci, ma Antonietta ed io abbiamo ringraziato, rifiutando”. Ritamaria era fidanzata ? “Si, da diversi anni, spiega Mario. Il suo fidanzato si chiama Marco, è di Savona e laureato a Torino in ingegneria spaziale. Io e mia moglie siamo stati a Savona a conoscere la sua famiglia, brava gente. Proprio di recente Ritamaria aveva espresso il desiderio di comprare un monolocale a Torino, progettando di mettere su casa …”. Sabato prossimo 10 maggio (h 18,00) ci sarà l’intitolazione della sede Aido di Venafro a Ritamaria, convinta donatrice ; quale il suo pensiero ? “Preferisco ricordarla in versi, passione della mia vita. La poesia è “Alla piccola MIA” scritta nel gennaio dell’89. “Rita MIA nel lettino/ al calduccio se ne sta/ sogna sempre un bel giardino/ chissà mai se arriverà/ sogna, sogna, mio tesoro/ con l’affetto dei tuoi cari/ ci son tanti fili d’oro/ attraversa monti e mari/ auguro sol felicità/ nella vita fa attenzione/ serve a poco poi sognare/ pur da te sono da affrontare/ anche se sei un leone/ tanti ostacoli ed asperità”.
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