VENAFRO – Francesco Giampietri: “Il pensiero filosofico per rilanciare l’Italia in Europa”

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VENAFRO. Nel contributo inviatoci dal collega Tonino Atella, le condivisibili tesi del giovane ricercatore e filosofo venafrano Gianni Giampietri:

Sulla filosofia due le tesi al riguardo : una asserisce che sia la scienza del nulla, ossia “con la quale o senza la quale il mondo rimane tale e quale …” come suol dirsi in genere, l’altra -di spessore e contenuti ben diversi- sostiene invece l’utilità socio/politica della dottrina, non già fine a se stessa, ossia giusto per disquisire filosoficamente e con elevata proprietà di linguaggio, quanto per gettare semi per il progresso dell’uomo operando nel concreto. Chi scrive, propende senz’altro per tale ultimo aspetto, nella convinzione dell’assoluta utilità/necessità della scienza filosofica a fini socio/umanitari. Conferma in tal senso l’ha appena fornita anche il giovane filosofo e ricercatore venafrano Francesco Giampietri dell’Iliesi/Cnr Roma, firmando un circostanziato editoriale sulla rivista “Lazio Sud”, che apre proprio col pezzo del molisano dal titolo “La società europea e i suoi nemici”,  cruda disamina del quadro politico europeo e nazionale alla vigilia delle elezioni europee del prossimo 25 maggio. Uno spettro si aggira per l’Europa -è quanto si ricava dal pensiero dello studioso venafrano- ed è rappresentato dai tanti movimenti populisti disseminati dappertutto nel Vecchio Continente, Italia compresa, improduttivi e che inneggiano solo all’odio. Sono proprio i populisti, -è il ragionamento di Giampietri- i veri nemici dell’Europa con le loro parole incendiarie. Divulgano il lessico del disincanto e dell’irriverenza, ambiscono al bando delle classi dirigenti e sfuggono a qualsiasi assunzione di responsabilità senza sporcarsi le mani che lasciano accuratamente nelle tasche senza operare, giusto un detto del Seicento “chi non fa niente, non ha niente da temere”. Le conclusioni dell’editoriale di Francesco Giampietri : “I populisti alla conquista del Parlamento di Strasburgo non credono nell’Europa, la considerano la madre matrigna deprecabile in quanto responsabile della fame del popolo. Di qui l’inesorabile sfascismo dei populisti dovuto alla mancata accettazione della complessissima società postmoderna. Di contro, la sfida dei nostri giorni è costruire su macerie, non spargervi sale, ovvero sperare senza essere disperati. Franz Kafka nei suoi diari scrisse “non v’è nulla di peggio del disordine”, soprattutto quando si è al cospetto di competenze esigue. E in effetti una denuncia fine a se stessa, del tutto spoglia di slanci propositivi, così come usa fare lo sfrenato populismo italiano ed europeo, altro non è se non un guscio vuoto, il prezzo di un’illusione, un investimento a fondo perduto a favore di speculatori della tristezza”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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