CAMPOBASSO – 39enne di Boiano morto in condizioni disumane, aperta un’inchiesta

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CAMPOBASSO. Schiavizzato, rinchiuso a chiave, relegato per giorni, per mesi a letto in condizioni disumane, il 39enne di Bojano è deceduto in seguito ad una grave setticemia, infezione batterica in stato avanzato, letteralmente mangiato vivo dalle larve che pullulavano nelle piaghe, tra gli escrementi sul materasso. E’ stata disposta l’autopsia sul corpo, ma molti sono i misteri che aleggiano intorno alla morte sospetta del giovane, rimasto chiuso in casa per giorni con la grave setticemia in atto.

Orrore a Bojano, dove i Vigili del Fuoco hanno dovuto indossare le maschere per poter sopportare il tanfo nauseabondo proveniente dal letto. L’uomo che vi si trovava adagiato non aveva più nulla di umano, perchè tra gli escrementi vegetavano vermi e larve di mosca che lo stavano letteramente mangiando vivo. Sì, un film dell’orrore, di quelli dedicati agli amanti del macabro, se non fosse tutto vero, almeno a sentire il racconto di quelli che sono entrati nella casa del mistero, nel centro storico di Bojano, a ridosso della Chiesa Cattedrale. E’ stata disposta in queste ore l’autopsia sul corpo del 39enne di Bojano morto venerdì scorso al Cardarelli di Campobassoper una grave setticemiacontratta in situazioni poco chiare. Di poco chiaro c’è anche il motivo del ritardo con cui l’uomo si sia rivolto alle cure mediche, dato che nel momento del suo arrivo in ospedale l’infezione era grave e già avanzata in modo irreversibile, attaccato, come si è detto, da vermi e larve nellepiaghe in putrefazione. Nulla è stato possibile fare per salvargli la vita.Muore di una malattia che si contraeva ai tempi in cui non c’erano ancora gli antibiotici, una situazione da Medioevo, che fa rabbia e getta interrogativi terribili sulle coscienze di quanti lo conoscevano, amici, vicini di casa, parenti che probabilmente non lo vedevano uscire da mesi. E per questo una morte sospetta sulla quale è stata aperta un’inchiesta: sarà appunto l’inchiesta giudiziaria a motivare il decesso, avvenuto in condizioni al limite dell’immaginabile. La casa dell’uomo all’arrivo dei vigili del fuoco e dei carabinieri era in completo stato di degrado, e di disagio sociale, condizione che avrebbe potuto favorire l’avanzamento della setticemia. Si dice che l’uomo, a seguito di un incidente stradale avvenuto tempo fa, sia rimasto a lungo chiuso in casa e a letto, senza che nessuno – non si esclude per sua stessa volontà – abbia chiamato i soccorsi. Non una telefonata ai Carabinieri, non un appello all’assistente sociale. C’è chi dice che l’uomo fosse chiuso a chiave nella camera, in condzioni di schiavitù, ma il termine è troppo pesante per usarlo così, prima delle conclusioni delle indagini. La Procura di Campobasso, infatti, ha aperto un’inchiesta perl’ipotesi di omicidio colposo, per il momento contro ignoti. Occorrerà comprendere se c’è stato coinvolgimento o meno dei familiari, visto che l’uomo non viveva da solo in quella casa degli orrori. Certo è che gliuomini dei Vigili del Fuoco non dimenticheranno facilmente la scena raccappricciante cui hanno dovuto far fronte con grande professionalità: il materasso, raccontano, era diventato un tutt’uno col corpo del disgraziato, a causa dei liquidi organici e delle feci che da giorni, forse da settimane, avevano fatto scempio delle membra del poveretto, con i tessuti molli attaccati dalle larve che pullulavano ovunque. La speranza è che ci possa essere una spiegazione plausibile per un episodio raccapricciante che pesa sulla coscienza di una intera collettività.

Fonte: www.unmondoditaliani.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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