VENAFRO – Protestano i venafrani per le “tentate estorsioni” del Consorzio di Bonifica

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VENAFRO. Una questione annosa e vergognosa quella del Consorzio di Bonifica che periodicamente “ci prova”, inviando ad ignari (e arrabbiatissimi cittadini) le solite sollecitazioni per il pagamento di tributi che non sono affatto dovuti. Al riguardo è in procinto di essere fondato uno specifico comitato con la finalità di presentare alla Procura della Repubblica una denuncia collettiva, per “tentata estorsione”, contro i vertici dell’ente. Di questo argomento parleremo in un prossimo articolo, al momento proponiamo il condivisibile contributo del nostro collega Tonino Atella:   

Si fa sempre più forte la voce di protesta di tanti venafrani nei confronti del Consorzio di Bonifica della Piana. Il motivo del dissenso è da ricercarsi nei solleciti, sotto forma di lettere raccomandate, che l’ente di bonifica continua a trasmettere ai consorziati morosi nel pagamento di tributi consortili, i quali però non possono essere più richiesti in quanto si riferiscono ad anni abbondantemente trascorsi (ossia oltre i cinque anni ) e come tali prescritti. La tesi di un professionista della città alle prese col problema : “Il Consorzio -afferma l’uomo- affrontando inutili spese postali che giocoforza finiscono per incidere sul proprio bilancio finanziario, sta raggiungendo tanti contribuenti che per motivi vari risultano morosi nel versamento di tributi consortili. Il fatto è che gran parte di tali morosità risalgono a diversi anni addietro, ossia ad oltre cinque anni, per cui non possono essere più richiesti in quanto prescritti. Mi chiedo: perché siffatto comportamento dell’ente, stante la normativa vigente ?”. Il nostro, che risiede in zona urbanizzata da diversi decenni e che in quanto tale non fruisce affatto dei servizi della bonifica, ma che ciononostante è chiamato incredibilmente ogni anno a versare tributi per bonifica e miglioramenti fondiari, si sofferma su tale ultimo -ma non secondario- aspetto in materia di versamenti di tributi all’ente di bonifica. “E’ questa una questione assolutamente da sanare, prosegue l’uomo. In tanti a Venafro versano tributi al Consorzio senza ricevere servizi di sorta, pare in base ad un regio decreto del primo ‘900 che delimitava in un certo modo il perimetro urbano venafrano. Tutto quanto, cioè, è a sud o all’esterno di tale perimetro è soggetto a pagare tributi all’ente. A distanza di oltre un secolo (!), la situazione ed il perimetro urbano della città sono abbondantemente diversi e modificati, per cui il Comune è chiamato a ridisegnare e deliberare circa l’attuale perimetro urbano, in modo da evitare a tanti cittadini inutili esborsi di denaro, una volta ufficializzata la nuova mappa urbana della città e quindi le zone agricole, le uniche soggette ai tributi consortili ricevendo assistenza, servizi e migliorie”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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