VENAFRO – Sul caso dei “baraccati” (da 5 mesi) interviene l’ex assessore Tonino Atella

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VENAFRO. Dall’ex assessore comunale Tonino Atella riceviamo, e integralmente pubblichiamo, il seguente intervento sull’increscioso caso della coppia di venafrani “baraccati” tra gli oliveti secolari: 

“ Quale ex amministratore del Comune di Venafro e a nome del movimento cittadino “I Venafrani per Venafro” che mi onoro rappresentare, esprimo viva contrarietà per la situazione in cui sono costretti a vivere i concittadini Paola, 52enne invalida civile, ed il marito Pasquale, 56 anni. Costoro dallo scorso mese di gennaio stanno “sopravvivendo” in una struttura metallica all’interno di un oliveto (unica proprietà dell’uomo) del Campaglione di Venafro, oggi Parco Regionale dell’Olivo e periferia occidentale della città, non avendo possibilità alternative sia per le loro sopraggiunte precarie condizioni finanziarie e sia per le ridotte entrate economiche mensili, ossia € 270,00 quale assegno d’invalidità della donna. La coppia è senza wc, senza energia elettrica ed alle prese con difficoltà crescenti : di recente Paola è andata incontro a collasso ! I volontari di Venafro, finché hanno potuto, hanno soccorso i due con viveri ed aiuti di varia natura, mentre nulla è stato sin’ora fatto dalle istituzioni pubbliche. Chiedo perciò, recependo il pensiero di tanti a Venafro, che s’intervenga in aiuto della coppia, risolvendo innanzitutto la loro delicatissima situazione logistico/abitativa. E’ quanto impongono umanità e civiltà, nel momento in cui la città si sta prodigando -impegnando proprie risorse umane e soprattutto finanziarie- per ospitare gli eventi dell’Anci Molise in vista dell’Expo milanese 2015. Se infatti l’immagine di Venafro ne acquista per quanto in essere circa l’esposizione internazionale del prossimo anno, tutt’altro avviene agli occhi dell’opinione pubblica regionale e locale per lo stato in cui si continuano a far vivere “i baraccati” del Campaglione, praticamente dimenticati al loro destino dalle istituzioni. Di contro Paola e Pasquale, nonostante le evidenti difficoltà, continuano dignitosamente a restare in silenzio, in attesa di novità. Sta a noi, se è vero com’è vero che siamo società civile, fornire loro le risposte doverose ed esaurienti in materia di vita dignitosa, civile e sana”.

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