VENAFRO – Reflui inquinanti, il Corpo Forestale scova un caseificio non a norma

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VENAFRO. Sequestrata dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Nipaf e dei Comandi stazione di Venafro e Forlì del Sannio, la conduttura dei reflui industriali di un caseificio di Venafro per scarico abusivo e sversamento di liquidi biancastri e maleodoranti in un canale di scolo delle acque meteoriche adiacente alla SS. 85 Venafrana.

Il sequestro preventivo, compiuto per iniziativa della Polizia Giudiziaria e convalidato dal GIP presso il Tribunale di Isernia che ha ritenuto sussistenti i reati ipotizzati, è stato eseguito al termine di un’attenta attività di osservazione e monitoraggio della zona, che ha permesso di risalire all’origine e la provenienza dei liquidi presenti nel canale di scolo.

Dai successivi accertamenti, fatti anche di sopralluoghi ed ispezioni, è stato accertato che il caseificio scaricava i reflui industriali misti a siero in assenza di autorizzazione perché scaduta e senza sottoporre gli stessi al preventivo trattamento depurativo a causa del malfunzionamento dell’impianto di depurazione.

Inoltre, le acque non depurate e miste a sostanze che non possono in ogni caso confluire negli scarichi (il siero) venivano scaricate in un canale di scolo praticamente asciutto, in violazione perciò anche delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione (scaduta) rilasciata dalla Provincia di Isernia, con la quale si imponeva il divieto  di effettuare scarichi nei periodi di portata nulla del corpo ricettore.

Al fine, quindi, di impedire il ripetersi dell’illecito e l’aggravamento della condizione ambientale, è stata posta sotto sequestro la chiave di arresto posizionata sulla conduttura di scarico dei reflui industriali che collega l’impianto di depurazione a servizio del caseificio allo scarico finale posto all’interno del canale di scolo lungo la SS. 85 utilizzato come corpo ricettore, in modo da impedire nuovi scarichi e per obbligare il titolare del caseificio a smaltire regolarmente come rifiuti liquidi i reflui provenienti dall’attività industriale. Al titolare del caseificio sono stati contestati i reati previsti per l’inosservanza delle disposizioni concernenti la materia degli scarichi contenute nel testo unico ambientale.

Le indagini condotte dal Corpo Forestale dello Stato rientrano nel più ampio intervento costituito da un’intensa attività di controlli posti a tutela del territorio, dei corsi d’acqua e degli ecosistemi naturali, nonché per garantire la salvaguardia della salute dei cittadini e per prevenire situazioni di degrado.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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