CRONACA. Si chiama Massimo Giuseppe Bossetti (nella foto in basso), è un muratore incensurato, abita a Mapello (provincia di Bergamo), è di Clusone e secondo gli inquirenti è l’assassino di Yara Gambirasio, catturato a quasi quattro anni dall’omicidio di Brembate Sopra. “Ignoto 1”, oggi ha una faccia. L’uomo, di 44 anni, è il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, ed l’uomo nel mirino degli inquirenti da mesi.
Il test del dna – Dunque è stato individuato e fermato il presunto killer di Yara. L’uomo è stato scovato dai carabinieri del Ros: il suo dna corrisponderebbe a quello trovato sugli slip della ragazzina uccisa a Brembate Sopra (Bergamo) il 26 novembre 2010 e il cui corpo fu ritrovato dopo tre mesi, il 26 febbraio 2011. Nei confronti del presunto killer è già stato emesso un provvedimento, e in queste ore si trova nella caserma dei carabinieri. La notizia è stata confermata dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “Le Forze dell’Ordine, d’intesa con la Magistratura, hanno individuato l’assassino di Yara Gambirasio”. Alfano ha aggiunto che “secondo quanto rilevato dal profilo genetico in possesso degli inquirenti, è una persona del luogo, dunque della provincia di Bergamo”.
Chi è il killer – La bestia che avrebbe ucciso Yara, secondo quanto si è appreso, ha 44 anni, è sposato, ha tre figli e una sorella gemella. Tra i primi commenti dopo la cattura, quello del sindaco di Brembate Sopra, che all’Ansa ha dichiarato: “Se è vero siamo felici, era un atto dovuto alla famiglia e a tutta la comunità. Da quando è scomparsa di casa, a Brembate, e da quando è stata trovata uccisa a Chignolo Po, attendevamo quel momento. Ringrazio tutti quelli che hanno messo tante risorse in campo per arrivare a questo risultato”.
“Non più senza volto” – A distanza di quasi 4 anni dal terribile omicidio, dunque, non esiste più “ignoto uno”: il killer è stato identificato. Da tempo le indagini erano indirizzate sul figlio illegittimo di Guerinoni, autista di autobus morto nel 1999. Per individuare “ignoto uno” c’è voluto molto tempo, e anche un pizzico di fortuna: gli inquirenti non hanno mai mollato, proseguendo nei controlli del dna a tappeto che avrebbero permesso di individuare il responsabile della morte di Yara. “Nelle prossime ore – ha aggiunto Alfano – saranno forniti maggiori dettagli. Ringraziamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, per l’impegno massimo, l’alta professionalità e la passione investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che finalmente non è più senza volto”. Il corpo di Yara, nel 2011, venne ritrovato per pura casualità dopo mesi di indagini infruttuose: un aeromodellista al rinvenne dopo che il suo modellino finì proprio accanto al suo cadavere in un campo di Chignolo d’Isola, a una decina di chilometri dal luogo della scomparsa.
Fonte: www.liberoquotidiano.it
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