CAMPOBASSO – Delitto Masella, terza assoluzione per Pinelli. Soddisfatto l’avvocato Giammatteo

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CAMPOBASSO. Caso Masella: assolto per la terza volta Antonio Pinelli, l’uomo accusato dell’omicidio del cugino Alessio Masella, il 20enne di Cantalupo nel Sannio trovato carbonizzato in un casolare a Roccamandolfi nell’estate del 1999. Ieri in Corte d’Assise d’Appello a Campobasso il procuratore generale La Rana ha chiesto 24 anni. Ma i giudici non hanno accolto l’istanza, confermando la sentenza di primo grado. Si chiude l’ennesimo capitolo di quello che a tutti gli effetti è diventato un cold case.

La tragedia si consumò il 28 agosto del 1999. La mattina seguente il proprietario del casolare si rivolse ai carabinieri per denunciarne l’incendio dentro venne rinvenuto un cadavere carbonizzato: era Alessio Masella. Il riconoscimento fu possibile solo grazie alla cassa di un orologio e a un lembo dei pantaloncini. Partirono le indagini e si scoprì che quella notte insieme al 20enne c’era il cugino Antonio Pinelli che, dopo il fatto, si era allontanato, pur avendo ustioni sul 25% del corpo. Cominciò una dura battaglia legale, durata 15 anni e fatta di perizie e controperizie, testimonianze, ricostruzioni e ipotesi.

Ma le tre sentenze vanno nella stessa direzione: si trattò di un incidente. Pinelli quella sera era sì insieme al cugino e ad altri ragazzi. Per i giudici dopo una serata trascorsa insieme buttando giù qualche bicchiere di troppo i giovani raggiunsero il casolare per rubare del vino. Non trovandolo decisero di portar via del carburante. Non si accorsero che c’erano dei fusti di nafta e benzina e, per far luce usarono un accendino che provocò l’incendio in cui Alessio morì. «Ennesima soddisfazione – ha detto il legale di Pinelli, Gianluca Giammatteo (in foto) – soprattutto dal punto di vista processuale». «Abbiamo fatto il possibile – ha invece affermato il legale della famiglia Masella, Giovanni Petrarca – e restiamo convinti della nostra tesi».

Fonte: www.iltempo.it/molise

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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