BENI CULTURALI – Presentato il progetto di risanamento dell’area superiore della Domus Aurea

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BENI CULTURALI. Si aprono nuove concrete prospettive per il recupero e l’apertura della domus aurea, da anni in perenne restauro, aperta al pubblico dal ’99 al 2005 e poi a fasi alterne fino al crollo nel 2010 di parte di una galleria traianea. Ma servono 31 milioni di euro, 7/8 milioni per 4 anni di lavoro per eliminare la causa di crolli, infiltrazioni d’acqua, perdita di pitture e opere d’arte. Occorre intervenire eliminando il giardino soprastante sostituendolo con uno meno spesso e soprattutto dotato di un sistema integrato di protezione che permetta il controllo del clima all’interno del monumento.
Dopo le indicazioni del “Progetto preliminare” del 2011 ecco il “Progetto definitivo di risanamento dell’area superiore della Domus Aurea” messo a punto dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e Ostia antica, presentato alla stampa ieri nell’Aula Ottagona della reggia di Nerone da Mariarosaria Barbera e Fedora Filippi, soprintendente e direttore della Domus Aurea, presenti il direttore generale delle antichità Luigi Malnati, archeologi, architetti, restauratori e tecnici impegnati nel cantiere.
“C’è la possibilità per qualche grande impresa italiana di legare il proprio nome a un restauro che avrà gli occhi puntati di tutto il mondo – dice il ministro Dario Franceschini – Lo Stato ovviamente farà la propria parte, ma mi aspetto che con l’Art bonus con un credito d’imposta del 65 % che praticamente non ha eguali in Europa ci sia qualche impresa (magari quelle che si sono lamentate perché non c’erano incentivi fiscali sufficienti per giustificare donazioni e mecenatismo nei confronti dei beni culturali), che si faccia avanti. Anzi mi aspetto una corsa per legare il proprio nome al recupero di questa meraviglia”.
Il progetto mira a risolvere in modo definitivo l’interazione fra la Domus, le Terme di Traiano che sono state costruite sopra prendendola come base e il giardino di Colle Oppio di proprietà del Comune, impiantato agli inizi del ‘900, che tanti problemi ha creato agli ambienti sottostanti. Ma prima di passare all’analisi dettagliata del progetto di risanamento delle coperture, Filippi chiarisce cosa si sta facendo al chiuso.
“Siamo al 70% del consolidamento interno, la volte delle civette è stata completata da poco, 13 sono le imprese che lavorano alla conservazione strutturale e delle pitture”, ricorda. Vi è poi un progetto a parte per ricostruire le volte come erano con le tecniche antiche, 30 mila sono i mq di pittura da far riaderire agli intonaci, poi ci sarà la pulitura che ora non è possibile perché sono coperti dai sali. L’umidità infatti raggiunge il 90%. Problemi termici studiati dagli specialisti che hanno scoperto che il monumento si è adattato al giardino e si è creato un microclima instabile in rapporto con l’esterno. Tra i danni generati dal giardino ci sono anche le radici delle piante che si nutrono dell’intonaco e provocano la distruzione delle pitture. Qual è la soluzione? Eliminare il vecchio giardino indifferenziato e crearne uno nuovo. Ed ecco il progetto nelle sue linee essenziali. Alla rimozione integrale dell’attuale giardino, segue lo scavo archeologico con l’esposizione della superficie antica del monumento, la ricocitura delle lesioni e l’integrazione delle lacune.
E’ su questo piano risanato che sarà approntato il “Sistema integrato di protezione” che connette il monumento sotterraneo antico alla superficie calpestabile del nuovo giardino. Il peso viene ridotto del 70% con uno spessore inferiore a un metro. L’intera area soprastante la domus aurea di circa 16.000 mq viene impermeabilizzata, suddividendola in 22 bacini di drenaggio che possono essere ostruiti separatamente e quindi indipendenti fra loro.Si crea un’intercapedine tra l’estradosso delle volte e il nuovo strado impermeabile, riempita di materiale coibente costituito da ciottoli di polistirolo che permettono un facile passaggio dell’aria e dell’acqua. In modo da controllare l’umidità della muratura e invertire il processo attuale di circolazione dell’umidità che passa attraverso il terreno nelle murature ed evapora verso l’interno.
Il giardino, progettato dall’architetto paesaggista Gabriella Strano, con essenze con radici ridotte e che hanno bisogno di poca acqua, darà un’idea degli spazi sottostanti riportando in superficie citazioni della domus aurea come il Peristilio e l’Aula Ottagona e del portico antico delle Terme.Il primo bacino pilota che dovrà dare conferma che tutto funzioni c’è già. Il progetto è “quasi” esecutivo, ma ci sono dei passaggi di legge obbligati. A quando l’apertura almeno parziale del monumento? “Tempo permettendo, prevediamo – dice Filippi – a ottobre per alcune parti, ma ci sono problemi di sicurezza”. La Soprintendente propone un workshop e un “primo assaggio contingentato”. Voluta da Nerone dopo l’incendio del 64 d. C. e la costruzione della domus transitoria, opere degli architetti Severo e Celere e di Fabullus il pittore che dipingeva togato, le pareti ricoperte di marmi pregiati, le volte decorate d’oro e pietre preziose, la Domus Aurea era in linea col piano neroniano di fare di Roma una città ellenistica, simile ad Alessandria. Accolta al tempo da pasquinate (Tutta Roma sta diventando una casa, romani fuggite a Veio, si diceva), con la morte dell’imperatore venne depredata, cancellata, costruendovi sopra le grandi Terme di Tito e Traiano. Le fastose decorazioni a fresco rimasero nascoste fino a quando gli artisti del Rinascimento calandosi dall’alto non scoprirono le “grottesche”.

Fonte : www.quotidianoarte.it

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