ABRUZZO – Ideato il sistema tangenti sacre a l’Aquila

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ABRUZZO. Malgrado la convinzione del procuratore dell’Aquila, Fausto Cardella, che continua a smentire l’esistenza di un sistema del malaffare, gli sviluppi dell’Operazione “Betrayal” lasciano pochi dubbi: qualcosa di oscuro, nel capoluogo abruzzese, è successo eccome. Si arriva perfino a parlare di “massoneria cattolica” nelle intercettazioni. Spunta il nome di Antonello Antonellis, ex sindaco di San Donato Val di Comino, in provincia di Frosinone, e sedicente amico di Enrico Letta. Si rivolgono proprio ad Antonellis, Luciano Marchetti e Alessandra Mancinelli, per far recapitare all’allora presidente del Consiglio un emendamento il cui obiettivo è far diventare la Curia soggetto attuatore degli appalti per la ricostruzione delle chiese. Un modo piuttosto efficace per portare alla gestione senza vincoli delle gare. Sempre nelle intercettazioni, Antonellis spiega che per convincere Letta è necessario affermare che la richiesta arriva direttamente dalla Cei. Continuano, invece, le indagini su Luciano Marchetti. Il 27 marzo 2013, è a soli due giorni dal termine del suo incarico di vicecommissario per la Tutela dei Beni Ambientali. Ed è proprio quel giorno che decide di autonominarsi direttore della ricostruzione della Chiesa delle Anime Sante. Una strategia che, secondo gli inquirenti, viene messa a punto di comune accordo con la direzione regionale dei Beni Culturali, in particolare con la funzionaria Alessandra Mancinelli. A mettersi giustamente di traverso è il direttore regionale per i Beni Culturali, Fabrizio Magani, che impone una gara a cinque per l’incarico. Secondo il gip Giuseppe Romano Gargarella, però, anche questa gara viene indirizzata a favore di Marchetti, con un cartello di professionisti ben definito e con un compito preciso: far vincere l’ex vicecommissario. Anche questa volta, il metodo utilizzato è quanto di più standard e tipicamente italiano: pilotare gare e appalti per far invitare dagli enti e dai responsabili dei procedimenti le ditte con cui concordare le offerte e determinare a priori il vincitore. Il ruolo del selezionatore appartiene a Giuseppe Di Girolamo, responsabile unico del procedimento, che chiama a raccolta gli ingegneri Mario Proietti e Marco Calderoni e gli architetti Francesco Girasante e Carmine Carlo Falasca. Il successore di Marchetti, risulta tra i nuovi indagati, insieme ad altre due persone: l’avvocato Amerigo Penta, esperto di diritto amministrativo per le imprese, appalti, contenziosi e contrattualistica, e un rappresentate dell’impresa Italiana Costruzioni Spa, del Gruppo Navarra, che si era aggiudicata l’appalto per il restauro della chiese delle Anime Sante. Ieri, intanto, l’imprenditore Nunzio Massimo Vinci e Alessandra Mancinelli sono comparsi davanti al gip, ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Stefano Rossi, legale di Vinci, sostiene che con un fascicolo così voluminoso, non c’erano i tempi per un’opportuna valutazione. “Rinunciamo all’interrogatorio di garanzia – spiega – e preferiamo andare più preparati giovedì all’interrogatorio già concordato”. Stessa linea d’onda da parte dei difensori dell’ex funzionario Mibact, che commentano: “La situazione è complessa, cercheremo di chiarirla nel più breve tempo possibile e nelle sedi opportune”.

 

 

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