MOLISE – Papa Francesco si schiera con i poveri, gli umili, e disdegna i potenti

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MOLISE. La sua lezione, in Molise come altrove nel mondo dopo aver da poco tagliato il traguardo del primo anno di Pontificato, il Sommo Pontefice continua a darla all’uomo ed alla donna del terzo millennio coi fatti, col proprio comportamento, prima ancora che con le parole. Personaggio che per natura rifugge termini, concetti e discorsi roboanti, è piuttosto incline al messaggio che deriva dalla vita vissuta, dal quotidiano, da tutto quanto l’umanità gli mostra e gli propone in termini di difficoltà, stenti, impedimenti fisici, povertà, sfruttamento, sopraffazione ect. In Molise Papa Francesco, argentino di nascita e torinese di estrazione familiare, ossia uomo che compendia in un solo colpo genti, razze e continenti, ha ribadito in toto il proprio credo, la personale filosofia di vita, quella che gli è valsa ovunque -Molise compreso- accoglienze calorosissime e straordinarie. Certo, i discorsi e quanto pronunciato dal Sommo Pontefice a Campobasso, a Castelpetroso e ad Isernia lasceranno il segno perenne, saranno una lezione, un insegnamento storico per tutti noi molisani, che di continuo vi faremo riferimento. Ma ancora prima sono i comportamenti, gli atteggiamenti di Papa Francesco a parlare e ad insegnarci quanto c’è da fare. Il Papa “venuto da una terra molto lontana”, come ebbe a dire egli stesso appena comparso su Piazza San Pietro appena dopo l’elezione al soglio di Pietro, prima ancora delle parole (sia proprie che altrui, che comunque ascolta con tantissima attenzione e partecipazione), preferisce abbracciare i malati, sedersi a tavola coi poveri, incontrare gente in difficoltà. In una parola, è l’umanità ultima quella che Papa Bergoglio addita a tutti gli altri, potenti in primis e personaggi dai discorsi facili, affinché il mondo cambi, ma effettivamente non a chiacchiere ! Anche in Molise il Santo Padre ha ribadito in toto tutto questo. E’ sceso dall’elicottero ed il primo abbraccio è stato per una malata, a tavola si è seduto coi poveri e con gente bisognosa, ad Isernia ha scelto di andare prioritariamente nella casa circondariale restando un’ora buona coi detenuti. Ecco la sua enorme, immensa, bellissima lezione pastorale, che emerge chiarissima. E’ dalla parte di chi chiede ed ha diritto ad essere aiutato, non rifugge chi è in difficoltà ed ha bisogno, anzi è al loro fianco ! L’ha “detto” a chiare lettere coi propri atteggiamenti e gesti della massima semplicità, in modo che nessuno possa far finta di non aver capito, a tutti i molisani, nessuno escluso ! Ed allora, che ognuno ne faccia tesoro. Il “maestro” è venuto sin qui per insegnarcelo. Sarebbe diabolico non assimilare siffatta lezione !

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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