CAMPOBASSO – Papa Francesco, strade gremite di pellegrini venuti da lontano, ma i campobassani dov’erano?

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CAMPOBASSO. Strade bloccate, numerosi comandi di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, volontari della croce rossa. Minuziosità e accortezza per l’arrivo del Santo Padre nel capoluogo. Erano previsti 100.000 mila partecipanti alla celebrazione eucaristica di Papa Francesco, le tv hanno parlato di 80.000, ma in realtà chi c’è stato ne ha viste ad occhio e croce 20.000 mila.

Bed and Breakfast ed hotel pieni nel capoluogo, pellegrini venuti da lontano e disposti a dormire nelle proprie auto per vedere il Pontefice, pullman provenienti dai paesi limitrofi carichi di anziani e disabili, ma i campobassani dov’ erano?

File completamente vuote all’interno dell’ex Romagnoli, dove il Papa ha celebrato la Santa Messa. Questa volta gli abitanti di Campobasso non si sono distinti per le loro doti di accoglienza e partecipazione. Molti hanno preferito rimanere nelle loro case, c’è chi dice per il caldo, c’è chi dice per lavoro, c’è chi dice perchè sarebbe stato inutile partecipare. In tanti hanno criticato le modalità con cui è stato accolto Papa Francesco in Molise, sostenendo che il tutto “è stato uno spreco di soldi, dei nostri soldi”.

Ancora una volta non si è stati in grado di distinguere l’handicap della politica molisana da un fattore di estrema importanza storico-culturale. A questo punto sorge spontanea una domanda: il degrado del Molise dipende solo ed esclusivamente dall’amministrazione del posto oppure il problema sono i molisani? Gli stessi che hanno “sfruttato” l’arrivo del Papa come fonte di guadagno. Infatti alcuni pass per la partecipazione all’evento del Pontefice in Molise, invece che essere consegnati gratuitamente come l’itier prevede, sono stati venduti, a partire dai 5 euro, per arrivare in alcuni casi ai 40.

Sicuramente una città va curata sempre, “non solo quando viene il Papa”, come dicono in molti, ma un evento di così enorme grandezza per la nostra terra non può essere messo da parte solo per rammarico verso chi ci governa.

Il Pontefice è arrivato nella nostra regione, la più giovane d’Italia, che nonostante tutto appare la più antica per la sua politica clientelistica ancora estremamente viva. Il suo è stato un gesto di sensibilizzazione per la nostra terra, enormemente  ricca e feconda. E’ stato un grido di speranza ai giovani che hanno il diritto di cambiare. Tutta questa indifferenza, invece, è la morte del Molise. Se non siamo capaci noi stessi di far vedere che ci siamo, che esistiamo, che ci aspettiamo da chi “è sopra di noi”? Così facendo non facciamo altro che dimostrarci pedine dei giochi d’azzardo di chi ci governa.

Omertà e bigottaggine, queste le caratteristiche della comunità campobassana composta da circa 50.000 abitanti, che ieri hanno preferito rimanere nelle loro case invece che scendere nelle piazze. Meravigliati anche i venditori ambulanti, la maggior parte dei quali è tornata a casa senza neanche un euro di guadagno.

Fraintesa quindi la venuta di Papa Francesco, che doveva essere un segno di unione, di forza, di collaborazione e non di omertà e indifferenza, da parte di chi parla parla, ma poi non produce.

Ha ragione il Santo Padre, c’è bisogno di creatività in questa terra.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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