COCAINA – Operazione “Grand Hotel”, tra i 21 arrestati anche una coppia di Venafro

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COCAINA. Anche una coppia di spacciatori di Venafro tra le 21 persone arrestate, in mattinata, dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone (in collaborazione con la Polizia Stradale del capoluogo ciociaro), nel contesto dell’operazione denominata “Grand Hotel”. Tutti i fermati sono ritenuti responsabili di “associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga”.

Buona parte dei “pesci” finiti nella rete dichiaravano redditi da indigenti ma, in realtà, vivevano in ville con piscina. I “protagonisti” della “retata”, tutti di etnia Rom, gestivano il traffico della droga sulla provincia di Frosinone, arrivando a “sconfinare” a Venafro ed Avezzano. I due venafrani coinvolti, marito e moglie, sono R.S. (classe 1964) e C.D.S. (classe 1962).

Tutto inizia il 18 aprile del 2012, quando una trentasettenne romana rimane vittima di un incidente stradale sulla tratta A1 ricadente nella giurisdizione di Frosinone. Sul posto la Polizia Stradale recupera negli indumenti della donna una dose di cocaina avvolta in un  scontrino di un autogrill ed un telefono cellulare. Partono le indagini dirette dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, D.ssa Caracuzzo.  Gli investigatori della Squadra Mobile in collaborazione con la Polizia Stradale risalgono al probabile fornitore.

Si tratta di una donna poco più che quarantenne, coniugata con un noto esponente di una famiglia di etnia Rom all’epoca detenuto in quanto accusato  insieme al fratello di aver ferito nel 2011 a Frosinone, a colpi di arma da fuoco, il cognato appartenente ad altra famiglia Rom. Il gesto riconducibile ad un regolamento di conti per affermare la posizione di leadership nel traffico della droga oltre a procurare un’ampia risonanza mediatica ridefinì gli assetti del gruppo criminale.

Le successive indagini hanno confermato la giornaliera attività di spaccio della donna referente di numerosi assuntori di cocaina residenti non solo nel nostro capoluogo ma anche nelle vicinanze della Capitale.  Il puzzle investigativo si arricchisce di nuovi elementi consentendo  di risalire ai corrieri e fornitori dell’organizzazione. Una vera e propria associazione a delinquere che chiama in campo anche la D.D.A. di Roma, nella persona del Sostituto Procuratore Aggiunto Dott. Cascini, ed il coordinamento della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, da sempre in prima linea quando si tratta di associazione di trafficanti di droga che operano a largo raggio.

Due ventenni romani hanno avuto nell’azienda criminale il ruolo di corrieri mentre capo indiscusso dell’organizzazione, operante su Roma, un quarantaquattrenne della famiglia Di Silvio, legato al clan Casamonica per averne sposato una nipote. Quest’ultimo impegnato a rifornire in modo continuativo famiglie Rom dedite allo spaccio e operanti perlopiù a Frosinone, Venafro ed Avezzano. Con l’operazione di oggi la Polizia di Stato ha interrotto un redditizio canale di approvvigionamento e distribuzione della droga che operava secondo una precisa regola che avrebbe dovuto garantire un minor indice di rischio: minime quantità di rifornimento con consegne giornaliere.

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