MONTAGNA – Mainarde, la grande passione del venafrano Mario Del Vecchio

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MONTAGNA. Sono le Mainarde la grande passione del’ex insegnante venafrano Mario Del Vecchio, che a 78 anni continua ad effettuare lunghe escursioni tra le magnifiche vette al confine tra Molise e Abruzzo. Ce n riferisce il collega Tonino Atella:

La montagna, quella dai 2mila metri a salire, regno esclusivo di montanari, abitanti di Alpi e Dolomiti, e gente simile ? Nient’affatto ! A dirlo e dimostrarlo a chiare lettere, pensate un po’, è un 78enne ex insegnante elementare di Venafro (!), ossia della più classica e bella pianura molisana, Mario Del Vecchio, vero ed autentico appassionato nonché esperto di montagne d’alta quota, pendii ripidi, specie animali di tali ambienti ed escursioni dall’alba al tramonto di chilometri e chilometri, nonché capace di trasmettere a tant’altri la sua naturale passione riuscendo a trascinarli in alta quota dopo averli “costretti” a levatacce in piena notte per gustare, assaporare tutta la bellezza, la suggestione del sorgere del sole in altitudine. “Non costringo affatto a levatacce -attacca con un sorriso l’uomo- ma ben volentieri gli amici mi seguono, una volta sposata e condivisa tutta l’attraente bellezza della montagna che evidentemente trasmetto loro”. A proposito, di quali montagne parliamo ? “Ovviamente delle Mainarde -ribatte pronto e sicuro Mario- certamente tra le più suggestive alture che conosco e frequento. E’ il massiccio più coinvolgente dell’Italia centromeridionale, che non ha nulla da invidiare ad Alpi ect.”. Da quando vai in quota ? “Esattamente dal 1958, anno in cui cominciai a scoprire ed apprezzare tutta la ricchezza paesaggistica e naturale delle alture molisane. E da allora non ho più smesso di salire in quota”. Perché vai in montagna ? “Non certo per fare treeking, bensì per prendere a piene mani tutto quanto Le Mainarde propongono. Dai suoi sentieri meravigliosi alla natura selvaggia, dalle impronte degli animali che la vivono alle loro tracce ed a tant’altro ancora. In particolare poi vado in montagna per sentire il silenzio. Può sembrare assurda e contraddittoria tale affermazione, ossia sentire il silenzio, ed invece è l’esatta realtà di quanto accade in alta quota, dai 2mila metri ed oltre. E’ bellissimo e, quanto capita, ne resto coinvolto in pieno. Per riuscire nell’impresa però bisogna alzarsi alle 2 di notte ed essere in cima prima che sorga l’alba. Personalmente l’ho fatto ed invito tutti gli altri a farlo”. Vuoi raccontare una tua giornata tipica in montagna, da solo o con amici ? “In genere si esce di casa intorno alle 6 del mattino per cominciare a scalare l’altura dalle 7. Mediamente si cammina e si sale per 5-7 ore e lungo il tragitto è bellissimo trovare ed osservare impronte e passaggi di animali, la vegetazione dei luoghi, vallate, pendii e tant’altro. Sulle Mainarde tra le diverse specie ci sono all’incirca una trentina di orsi, animali che è possibile ammirare e fotografare dopo ore di postazione ed attesa, restando ben fermi in un posto di vedetta. I miei amici sono appena rientrati dall’ultima escursione con un ricco reportage fotografico proprio sull’orso”. Quali le località delle Mainarde che ti sono maggiormente care ? “Praticamente tutte, perché le conosco e le apprezzo tutte. Giusto per citare, segnalo Valle Venafrana e Monte Meta, tra le zone più suggestive e a me più care. Ma è negli antichi e storici stazzi dei pastori che ritrovo la vera e più schietta cultura della montagna e della vita che un tempo vi si conduceva, anche a costo di tantissimi sacrifici”. Continuerai a frequentare le Mainarde ? “Certamente, perché sono la mia vita subito dopo la famiglia. Ed invito tutti gli altri a fare altrettanto sia per la loro naturale bellezza e sia perché in montagna si rinasce con la mente e col fisico”. E come non dare ragione al 78enne ex insegnante venafrano, visto il fisico asciutto che si ritrova, il passo spedito e l’energia che traspare dal suo fisico ?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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