POLITICHE UE – Fanelli “I comuni molisani sono stati i migliori nella spesa dei fondi comunitari negli ultimi sette anni”

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POLITICHE UE. “La trattativa a livello comunitario per definire il prossimo Accordo di partenariato, che governerà l’utilizzo delle risorse Ue, ha visto l’attivo coinvolgimento dei Comuni, ma la stessa cosa deve avvenire a livello nazionale e regionale. Il territorio deve essere il soggetto che può creare più servizi per l’occupazione, per questo l’agenda urbana deve avere un’attenzione massima sia in termini di obiettivi che di risorse finanziarie dedicate”. Lo ribadisce Micaela Fanelli, delegato Anci alle Politiche comunitarie e da poco nominata nel Comitato delle Regioni, che oggi, durante l’ufficio di presidenza, ha illustrato uno studio dell’Ifel sullo stato di attuazione del quadro strategico nazionale 2007-2013.

Lo studio, elaborato sui dati della piattaforma OpenCoesione, scatta una fotografia puntuale dello stato di attuazione del precedente ciclo di programmazione comunitaria evidenziando innanzitutto come sono state le Regioni ad avere trovato le difficoltà maggiori nel far partire gli interventi: in media, dei progetti che attuano, 1 su 4 è ancora fermo ai blocchi di partenza. Per contro sono state molto buone le performances dei Comuni chiamati ad attuare i progetti: “basti pensare – sottolinea Fanelli – allo stato di avanzamento della rendicontazione dei municipi della provincia di Trento (96,5 per cento) o del Molise (94,1), mentre la media complessiva è stata di poco superiore al 42 per cento”.

Partendo da questi dati, lo sguardo della delegata Anci si proietta verso l’Accordo di Partenariato che, entro la fine di agosto, dovrà fissare le priorità e modalità di uso dei fondi Ue nei prossimi sette anni. “Finora abbiamo interloquito bene con il governo nazionale supportandolo nel negoziato con la Commissione europea, e mettendoci al fianco del Dipartimento per le politiche dello sviluppo, perché – ricorda Fanelli – nei negoziati il ‘sistema paese’ deve fare squadra”. Ma tornando a livello nazionale “dobbiamo ragionare su come va migliorata l’interlocuzione con le Regioni: sui Por regionali alcune strutture regionali dell’Anci ci segnalano la scarsità di dialogo, passaggio essenziale per decisioni così importanti”.

La delegata Anci nel Comitato delle Regioni mostra fiducia nel dialogo avviato con il sottosegretario Graziano Delrio, augurandosi massima trasparenza nei prossimi passaggi negoziali: “Saremmo contenti di interagire politicamente con lui anche sui programmi regionali per capire come si sta concludendo l’Accordo nelle sue varie declinazioni, in particolare sull’agenda urbana dei Por, sui Pon nazionali ed anche su quello Metro”.Su questa ultima linea di intervento, Fanelli rileva una carenza di risorse visto che al “momento è previsto poco più di 1 miliardo di euro, a fronte dei 7,3 spesi nei 14 Comuni capoluogo delle città metropolitane, nel ciclo di programmazione precedente”, ricorda. Medesima carenza finanziaria viene, infine, segnalata per le aree interne: “Condividiamo in pieno la strategia perseguita dall’ex ministro Barca di contrastare il decremento demografico di queste zone ma – argomenta Fanelli – questo modello operativo va supportato con risorse adeguate, nel precedente ciclo di spesa Ue i circa 8 miliardi loro destinati sono stati programmati solo attraverso le Regioni”. “Per questo motivo – conclude Fanelli – ci aspettiamo che sui Por regionali ci siano i finanziamenti per le città metropolitane e per le aree interne utili ad eguagliare lo sforzo precedente”.

Fonte: anci.it

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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