PIETRABBONDANTE – “Sannita Teatro Festival”, in scena “Miles Gloriosus” di Plauto

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PIETRABBONDANTE. Al “Sannita Teatro Festival” è in scena (ore 19 e 30 del 28 luglio 2014) “Miles Gloriosus”, la celeberrima commedia di Plauto nella traduzione di Filippo Amoroso e la Regia di Alvaro Piccardi, con Lorenzo Ghiglia alle scene e Daniela Cernigliaro ai costumi. Produzione “Teatro dei due Mari”. Musiche di Stefano Marcucci.

Nel cast nomi altisonanti del teatro nazionale: Edoardo Siravo (foto interna), Antonio Silvia, Marco Simeoli, Renato Campese, Francesco Silella, Lara Balbo, Ruggero Cecchi, Leidys Cand Rojas Martinez e la bellissima Giulia Di Quilio (foto in apertura).

Pirgopolinice, un soldato spaccone e vanitoso rapisce la bella Filocomasia fidanzata con un giovane pieno di garbo Pleusicle. Inizia così il Miles gloriosus di Plauto nella traduzione di Filippo Amoroso, con uno sguardo forse a quel Vantone tradotto da Pasolini nel 1961, in cui i personaggi si esprimevano in romanesco. Inizia in un modo che doveva fulminare e intrappolare il popolino del 3° secolo a.C. per non farlo scappare via ad assistere a spettacoli di saltimbanchi o di gladiatori, grosso modo lo stesso pubblico che ieri come oggi vuole sapere se il giovane innamorato riuscirà a ri-conquistare la sua innamorata. Diciamo subito che alla fine ci riuscirà, grazie all’aiuto prezioso di amici e servi compiacenti che architetteranno un’intelligente quanto complicata beffa o meglio una sonora stangata che Pirgopolinice, carico di legnate, si ricorderà per tutta la vita. Lo spettacolo, propiziato dal Teatro dei due Mari nella sua XII stagione, messo in scena in modo eccellente da Alvaro Piccardi in un Teatro greco ricco di giovani studenti, miracolato da un tempo che minacciava nuvole e vento gelido, è godibile dall’inizio alla fine, per merito soprattutto d’un cast affiatato e di tutto rispetto, anche se poco noto, che s’è espresso in colorite parlate dialettali, dalla Ciociaria alla Sicilia, con battute salaci e/o beffarde e i cui dialoghi scoppiettanti creavano grande ilarità. Semplice la scena di Lorenzo Ghiglia (alcune colonne mozze, qualche capitello e una facciata lignea con due porte) mentre i costumi sobri erano di Daniela Cernigliaro e le musiche di Stefano Marcucci. Edoardo Siravo è un Miles alquanto gloriosus, con gonnellino, mantello bordeaux e imbracato in una corazza di seconda mano, usurata e ramata. Marco Simeoli nei panni di Palestrione, col suo scilinguagnolo partenopeo è il vero motore dello spettacolo nonché l’astuto architetto della sonora beffa. Renato Campese, una presenza assidua di Tindari, con la sua pulcinellesca maschera, nei panni del vecchio Periplectomeno, ci ricorda quanto Plauto influenzò la Commedia dell’Arte. Lara Balbo, una Filocomasia senza alcuna sorella gemella, rappresenta l’oscuro quanto celato oggetto del desiderio. Ruggero Cecchi è Pleusicle, un elegante uomo in frac e poi in divisa di ufficiale di mare, razionale e un amante che non molla mai l’osso. In evidenza i servi Artotrogo di Antonio Silvia e Sceledro di Francesco Silella, nei rispettivi idiomi catanesi e baresi, e infine le pacchiane mignotte Acroteleuzio di Giulia Di Quilio e la Milfidippa di Leidys Candy Rojas Martinez che si riveleranno le vere salvatrici della giovane coppia.
edoardo siravo

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