VENAFRO – Un fosso putrido e infestato, ma il Consorzio di Bonifica se ne lava le mani

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VENAFRO. Le ha provate tutte Domenico Martinelli per indurre i dirigenti del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro ad intervenire, ma puntualmente si è trovato di fronte al classico “muro di gomma”. Promesse e rassicurazioni sono state puntualmente disattese. Eppure il problema è serio. Ci va di mezzo la salute pubblica, ragione per cui la querela alla Procura della Repubblica ci sta tutta.

Martinelli abita nella Piana di Venafro, appena oltre il centro commerciale “La Madonnella”, lungo la stradina consortile che congiunge la Statale 85 Venafrana all’abitato di Roccapipirozzi Bassa. Abitazione e giardino sono delimitati a sud da un capiente canale di scolo che, paradossalmente, non scola proprio nulla! Essendo caratterizzato da una pendenza nulla, infatti, il fosso col tempo si è trasformato in un pantano putrido, dal quale (specie in questa stagione) provengono miasmi nauseanti. Per non parlare poi della “fauna tipica”, costituita da topi, ratti, serpenti, rospi, rane, zanzare e insetti di varia natura.

Una situazione da terzo mondo, che determina una percentuale altissima di rischio circa la possibilità di contrarre infezioni. Senza contare che Domenico Martinelli e la sua signora spesso ricevono la visita dei nipotini, ai quali risulta davvero difficile far capire che non possono purtroppo usufruire di quel bel prato attorno alla casa dei nonni.

Dopo aver ripetutamente ed inutilmente invocato (verbalmente e per iscritto) l’intervento del Consorzio, dopo essere stati puntualmente presi in giro, marito e moglie adesso non sanno più a quale santo votarsi e si apprestano ad invocare l’intervento della magistratura, affinché agisca contro quanti non hanno fatto il loro dovere.

Come risolvere il problema? Martinelli una soluzione l’ha individuata: “Poiché il segmento di canale interessato dai ristagni è relativamente breve (un centinaio di metri, ndr), basterebbe creare una lieve pendenza adagiando sul fondo del fossato del materiale terroso in misura decrescente man mano che si avanza verso il fiume San Bartolomeo. In tal modo le acque avrebbero facoltà di defluire per gravità, ed i ristagni scomparirebbero per sempre. Tra l’altro il terreno adatto ad essere sedimentato sul fondo del canale l’ho già procurato. Servirebbe solamente un minimo di buona volontà da parte del Consorzio di Bonifica”.

Angelo Bucci

Martinelli canale scolo 1

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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