UNIVERSO DONNA – Applausi e consensi per la giovane cantante Chiara Ruocchio

Blackberries Venafro

UNIVERSO DONNA. Continua a riscuotere applausi e consensi la giovane cantante Chiara Ruocchio (in copertina foto Marco Manocchio), che in queste sere estive si esibisce sovente in pubblico affiancata dall’Acoustic Trio (Fabrizio Celentano alla chitarra, Marco Palumbo alle percussioni e Mariano Antonilli al contrabasso), sempre sfoggiando quelle eccellenti doti canore che nell’estate del 2012 le valsero la vittoria al Festival della Canzone Italiana d’Autore di Isernia.

Chiara Ruocchio al Ghiottone 2

La bellissima 25enne di Venafro (foto Giustino Guarini) è diplomata al Liceo Socio-Psico-Pedagogico. Si è avvicinata al canto frequentando prima una scuola di musica e poi conoscendo il M° Claudio Luongo, che ne ha scoperto il talento. La giovane artista ha partecipato al “Molisani Song Contest”, classificandosi al secondo posto. Ha poi vinto il Festival della Canzone Italiana d’Autore di Isernia ed ha partecipato ad un cd di musiche per immagini, “Fancy”, realizzato dal M° Luongo e prodotto da Smc, l’etichetta indipendente napoletana che ha anche lanciato sul mercato discografico due singoli “L’amore vero vero” (di cui è autrice del testo) e “Libero di volare”, presenti su iTunes e scritte con Claudio Luongo, autore della parte musicale.

Chiara Ruocchio cantante

Ecco la sua intervista rilasciata a “Sbloggo” (http://sbloggo1.blogspot.it/):

Descriviti con tre aggettivi

Solare, umile e riflessiva.

Facciamo un passo indietro. Da bambina cosa sognavi di fare da grande? Parlaci di te.

Sono stata sempre affascinata dal design e il mio desiderio era divenire arredatrice per interni. Ovviamente il canto mi accompagna da quando avevo cinque anni. Ho iniziato a cantare le sigle dei cartoni animati e poi Zucchero.

Vogliamo conoscerti meglio.Vivi a Venafro, in Molise. Com’ è vivere a Venafro? Parlaci della tua famiglia.

Venafro è una piccola cittadina di una piccola regione del centro-sud e quindi non offre molto ma c’è il giusto. Si vive serenamente ed è comunque una località affascinante ricca di storia e di arte. Abbiamo anche la fortuna di essere ben collegati a città più importanti come Napoli e Roma. Il mio nucleo familiare è costituito da quattro persone: oltre me, mio padre, idraulico, mia madre operaia, e mia sorella di diciotto anni, studentessa. I miei genitori sono giovanissimi non solo per quanto riguarda l’età ma anche di spirito: mi hanno insegnato il concetto dell’umiltà ed il rispetto e la comprensione verso gli altri; inoltre e mi hanno lasciato sempre abbastanza libera nelle mie scelte.

Ti sei diplomata al liceo socio-psico-pedagogico. Come mai ti sei avvicinata da qualche anno al canto? Come nasce la tua passione per la musica?

Mi sono avvicinata al canto lo scorso anno, in maniera più approfondita con lezioni, perché avvertivo il bisogno di fare e dare di più. Ho capito che non era sufficiente intonare una canzoncina per essere una cantante ma era necessario perfezionare le mie capacità. La passione per la musica non si può descrivere, almeno io non ci riesco. So solo che provo una grande energia dentro quando canto o ascolto i brani di grandi interpreti.

Con un click è  una canzone che rispecchia il tuo io?  Mi spiego meglio è il genere di canzone che canteresti? Non è forse una canzone stereotipata? Radiofonica si ma che ricalca generi già visti sul panorama musicale? 

Io la canto. E’ una mia canzone; è un testo che ho scritto e quindi  mi rispecchia. Non so bene cosa si intende per stereotipata ma certamente è adatta al Festival. Il genere è quello della musica leggera ma in Italia negli ultimi trent’anni solo Battiato, Vasco Rossi, Jovanotti e Caparezza hanno inventato cose nuove. Credo che ascoltando bene il testo si possano percepire concetti forti: voi che avete rovinato l’Italia e il nostro futuro toglietevi di mezzo e lasciate spazio a noi giovani perché sappiamo il fatto nostro. Il riferimento a mio padre in realtà è una valorizzazione del concetto di famiglia che ancora nel 2012 è la base e la guida di ogni percorso.

Il testo di “L’amore vero vero” è scritto da te. Questa canzone è autobiografica? Come nasce questa canzone? 

“L’amore Vero Vero” è un testo autobiografico. Le musiche sono del M° Luongo e il testo è mio. Sinceramente non era un testo nato per una canzone: era una lettera, mai inviata, scritta ad un ragazzo. Poi è stata adattata a canzone.

Parlando dell’amore, il tuo primo grande amore? Sei passionale, romantica, gelosa? 

Il mio primo grande amore l’ho avuto a 18 anni ma mi rendo conto che non lo si può dire ora che ne ho ventitré. Magari il vero amore è dietro la porta e arriva domani o tra dieci anni. Sono molto passionale, se intraprendo una relazione la vivo al massimo. Poi sono gelosa ma senza creare tensione: lo quanto basta, del resto sono una donna e in questo momento non sono innamorata.

Da quando stai incidendo dischi, partecipando ai vari eventi musicali, per importi nel panorama musicale, come sono cambiate le tue amicizie? Credi nell’amicizia?

Beh, prima dedicavo molto tempo alle public relations, ma ora tra prove per i concerti, lezioni in accademia e lavoro ne ho davvero poco e quindi le attenzioni agli amici sono ridotte. Mi piace il fatto di conoscere, in questo ambiente, persone sempre nuove; persone che hanno qualcosa di interessante da dire; qualcosa da “rubare”. Credo nell’amicizia fino a quando non mi deluderà. 
Tre pregi e tre difetti della cantante Chiara Ruocchio.

Mi impegno molto; seguo le indicazioni dei professionisti che lavorano con me e ho tanti sogni da realizzare. Tra i difetti, purtroppo, ancora non ho imparato a gestire alcune situazioni come, ad esempio, non trascorrere la serata in posti umidi il giorno prima di una registrazione; devo migliorare nella presenza scenica e ho tanti sogni da realizzare.

Se un giorno il tuo sogno musicale svanirà quali sono i tuoi progetti futuri? Cosa sogni di fare da grande?

In questo momento credo in questo progetto e non penso al futuro.

Come ti definiresti come cantante? Il tuo genere?

La definizione di me stessa come cantante la lascio a voi, agli ascoltatori. Relativamente al genere credo che non ne abbia uno specifico. Forse il mio genere è la musica che arriva alle persone.

Il tuo mito, idolo, cantante a cui fai riferimento?

Il mio idolo è Amy Winehouse. Mi piacciono molto anche Nina Zilli, Malika Ayane e, ovviamente, Mina.

Con chi ti piacerebbe duettare, collaborare?

Con Mario Biondi.

La musica per te cosa rappresenta?

Il sogno, la gioia, i sorrisi.

Per chiudere in una parola Chiara Ruocchio chi è?

E’ una ragazza che sogna di diventare cantante. Un’ eterna sognatrice che ci crede e che si impegna sapendo, però, che sarà dura. Come canta Gianni Morandi: “uno su mille ce la fa”.

 

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