VENAFRO – “Platone, la bellezza e la polis sinfonica”, pieno successo per l’iniziativa di Agorà

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VENAFRO. “Platone, la bellezza e la polis sinfonica”, pieno successo per l’iniziativa dell’Associazione culturale Agorà. Ce ne riferisce il collega Tonino Atella:

Serata, meglio nottata di piena estate a “San Paolo al Colle”, sede di “Agorà”, neo associazione culturale venafrana, per dire ed ascoltare di Platone, “Il Principe” del pensiero antico e del quale è sempre un piacere approfondire e dibattere. E’ quanto promosso da Francesco Giampietri, presidente della citata associazione e con la collaborazione di amici ed estimatori, al quale va appunto l’indiscusso primato cittadino : aver riunito decine e decine di persone, in piena estate e sino oltre la mezzanotte della scorsa nottata, per l’interessante convegno filosofico dal titolo “Platone, la bellezza e la polis sinfonica” con due eccellenti relatori, la docente di filosofia e storia nei licei Donata Caggiano ed il filosofo editore Chiusano, il quale con la modestia che gli è proverbiale ha ringraziato dell’iniziativa, “che mi permette -ha spiegato con un sorriso- di lasciare la panchina su cui solitamente siedo da che sono in pensione”. I temi trattati nel corso dell’interessante appuntamento filosofico, arricchito dalla chitarra di Gianni Vaccone, dalle letture di Gianni Di Chiaro, dall’intervento di Viccione e dalla mostra pittorica della Purificato, giovane artista laziale. La bellezza, secondo la concezione platonica, di cui ha detto minuziosamente la Caggiano, la quale ha sottolineato la forza, il rilievo che il pensatore ateniese le conferiva nel contesto sociale e politico. Bellezza capace di “smuovere” il mondo, conferendo all’umanità l’energia per operare ed agire. Bellezza platonica quindi quale “vis vivendi” perché l’uomo ne acquistasse in energia esistenziale. La chiusura con l’ex docente universitario Chiusano, soffermatosi sull’aspetto “politico” del pensiero platonico, ovvero sulla polis sinfonica del “Principe” del pensiero antico. “Parliamo di uno dei giganti dell’antichità -ha spiegato il cattedratico- che noi portiamo sulle spalle, come fossimo nani. Platone affermava essere la dialettica alla base del pensiero e della stessa politica, che prevedeva che gli uomini vivessero in comunità contenute numericamente e nelle quali tutti si conoscessero. Dialettica per confrontarsi e migliorarsi, senza prevaricazioni di sorta, in modo che tutti partecipassero attivamente, così come avviene per le singole membra del corpo umano. La polis quindi come sinfonia, come accordi perfetti. Viceversa, se manca l’armonia, finisce che ognuno fa come gli crede”. In effetti, un po’ come accade oggi in politica così come in altri ambiti, dove ciascuno agisce in base al proprio istinto senza raccordarsi e senza essere in sintonia con gli altri ordini.

 

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