VENAFRO – Torrente Rava, la Regione: “Non abbiamo soldi, provveda il Comune alla pulizia delle erbacce”

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VENAFRO. Torrente Rava, la Regione risponde “picche” al Consorzio di Bonifica che aveva chiesto fondi per ripulire l’alveo dalle erbacce: “Non abbiamo soldi, provveda il Comune alla pulizia”. Poiché le casse dell’Ente di Palazzo Cimorelli sono alquanto disastrate, facile prevedere che la vegetazione continuerà a crescere. Ce ne riferisce il collega Tonino Atella:

L’abbiamo scritto giorni addietro e lo ribadiamo a chiare lettere, e senza timore di smentite di sorta : il “Rava”, fiume/torrente  che bagna  Pozzilli e Venafro (la stessa Regione Molise in una sua lettera una volta parla di torrente ed un’altra di fiume ; bisognerà prima o poi mettersi d’accordo … !) ed il fiume San Bartolomeo (a Sesto Campano sulla spalletta del ponte in pianura stranamente definito “torrente” ; valle a capire certe istituzioni pubbliche !) che interessa Venafro e Sesto Campano sono a rischio esondazioni, causa la mancata regimazione, manutenzione e ripulitura di entrambi i corsi d’acqua ! E la gente che vive, lavora, risiede o fa sport nei pressi è decisamente impaurita per tale delicatissima situazione, tanto da aver “bussato” alle porte della Regione Molise per sollecitare finanziamenti per interventi a hoc. L’ente Regione però è stato categorico ed implacabile nella risposta : “ … Lo scrivente fa presente -ha scritto testualmente la Regione Molise, secondo la comunicazione diramata dal Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro- che la disponibilità economica di spesa a far carico sul bilancio regionale per l’anno in corso non consente la predisposizione di iniziative progettuali tese alla eliminazione del fenomeno (esondazione, allagamenti, danni ect., ndc) in questione”. Ergo la Regione Molise se ne lava le mani, il Consorzio di Bonifica idem non disponendo a sua volta di risorse finanziarie ed il “povero” cittadino è costretto suo malgrado a pericoli a 360° tra animali selvatici e pericolosi che annidano nella vegetazione fittissima cresciuta a dismisura lungo gli argini di detti corsi d’acqua e soprattutto per “la spada di Damocle” di esondazioni, allagamenti ect. che pendono pericolosissime sulla sua testa e che non sono eventualità nient’affatto remote ! Unica via d’uscita -è la Regione Molise che ne da notizia ufficiale- è rappresentata dai “Sindaci, competenti per territorio, -scrive l’Ente regionale-  nella qualità di organismo di Protezione Civile … Sono tenuti ad adottare tutti i provvedimenti necessari alla tutela e salvaguardia della pubblica e privata incolumità”. Ed allora tutti dinanzi ai Palazzi di Città di Venafro, Pozzilli e Sesto Campano a reclamare interventi della massima urgenza per il regolare deflusso di torrenti, fiumi, canali e rii, prevenendo esondazioni, allagamenti, danni e paure ! Che triste destino, bisogna ammetterlo, abitare, lavorare e vivere nei pressi di corsi d’acqua senza le dovute e necessarie garanzie, protezioni e tutele preventive ! Intanto, restando in tema di torrente/fiume Rava a Venafro, da segnalare che dal pomeriggio di martedì 5 agosto un fiume di acqua scura e melmosa viene riversata nel letto del “Rava”, proveniente da canali artificiali di adduzione. Tale acqua/melma affluisce nel corso d’acqua all’altezza del rettilineo del LungoRava, ossia in territorio del Comune di Venafro, proveniente con tutta probabilità dal Consorzio Industriale d’Isernia/Venafro che immette acqua nel “Rava”. Previsti domani controlli e sopralluoghi per accertare natura e provenienza di tali acque, e loro probabile inquinamento.

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