UCRAINA – Putin avverte: “Non scherzate con noi. Siamo pronti ad usare le armi nucleari”. Verso la terza guerra mondiale?

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UCRAINA. La crisi ucraina continua ad avvitarsi pericolosamente su se stessa, acuendo il pericolo di un allargamento del conflitto di fatto in corso tra Kiev e Mosca nelle regioni orientali e stroncando ogni spiraglio di pace. Vladimir Putin ha alzato il tono delle minacce arrivando ad avvertire Kiev e la Nato, che “è meglio non fare scherzi con noi”, perche’, ha ricordato, la Russia “è una delle grandi potenze nucleari” e le forze armate russe sono pronte a ricorrere ad ogni mezzo a loro disposizione per “respingere qualsiasi aggressione”. Così il presidente russo dopo le notizie dal fronte nelle regioni orientali ucraine e la richiesta di Kiev di entrare nell’Alleanza Atlantica: un’eventualità considerata ostile da Mosca, ancora più dell’attuale patto di associazione e il possibile ingresso nell’Ue.

“La Russia è lontana dall’essere coinvolta in un conflitto su larga scala”, ha detto Putin, “e noi non lo vogliamo e né lo stiamo progettando. Ma naturalmente siamo sempre pronti a respingere ogni aggressione contro la Russia”.

A rafforzare ulteriormente il tono delle sue dichiarazioni l’inquilino del Cremlino ha annunciato che la Russia “sta rafforzando sia le forze di deterrenza nucleare (le atomiche) che le forze armate (convenzionali)”, salvo aggiungere che gli investimenti negli armamenti, “non saranno utilizzati per minacciare qualcuno ma per sentirci sicuri”.

Putin ha poi accusato il governo ucraino di infliggere un assedio in stile Leningrado alle città dell’est e ha detto che bisogna costringere Kiev a negoziati “sostanziali” con i ribelli. In una calibrata alternanza di toni, ha però chiesto anche ai ribelli l’apertura di corridoi umanitari per le truppe ucraine assediate in alcune zone dell’est.

Da Bruxelles la Nato ha chiesto alla Russia di mettere fine alle sue “azioni militari illegali” in Ucraina e nelle stesse ore Kiev ha annunciato che punta a diventare membro dell’Alleanza atlantica. All’indomani del coro di accuse occidentali a Mosca di avere di fatto “invaso” le regioni orientali ucraine, la tensione resta altissima e potrebbe tradursi in nuove sanzioni a Mosca al vertice Ue di domani. Ipotesi cui stanno pensando anche gli Stati Uniti.

Un rapporto dell’Onu ha intanto accertato che il conflitto nell’est del Paese tra esercito ucraino e separatisti filo-russi ha causato 2.593 morti da metà aprile: il forte aumento numero delle vittime nelle ultime settimane è dovuto al fatto che i combattimenti si sono spostati in centri densamente abitati. Il rapporto denuncia anche violazioni dei diritti umani come sequestri e torture, “per lo più” ad opera dei miliziani filo-russi.

“Nonostante le smentite di Mosca, è ora chiaro che truppe russe sono impegnate in “azioni militari dirette” in territorio ucraino, ha denunciato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen in una conferenza stampa a Bruxelles. “Non si tratta di un’azione isolata, ma di parte di un pericoloso disegno di diversi mesi per destabilizzare l’Ucraina come Stato sovrano”, ha aggiunto. Mosca ha peraltro nuovamente smentito le accuse con il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, il quale ha ironizzato che le presunte immagini satellitari mostrate dalla Nato sarebbero solo “videogiochi”. Rasmussen ha assicurato che la Nato “rispetterà in pieno” le decisioni che saranno prese dal governo di Kiev sulle politiche di sicurezza e sulle future alleanze. E’ in pratica una risposta positiva alle notizie che arrivano da Kiev, dove il premier Arseniy Yatsenyuk ha annunciato che il governo sottoporrà un testo al Parlamento che prevede la ripresa del percorso per l’adesione alla Nato”, interrotto nel 2010.

Domani intanto ci riuniranno a Bruxelles i leader Ue e la Germania ha anticipato che si discuteranno “nuove sanzioni economiche” contro Mosca. Ma il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, durante una conferenza stampa con il commissario Ue all’Energia, Guenther Oettinger, ha già avvertito che esiste “l’alto rischio” che il gas russo non riesca ad arrivare all’Europa a causa delle tensioni con l’Ucraina che potrebbero indurre Kiev ad appropriarsene.

Fonte: www.virgilio.it

 

 

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