VENAFRO – Quattro e ventidue ottobre 1943, gli americani bombardarono la città. Le vittime non sono mai state ricordate

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VENAFRO. L’ “ottobre nero” venafrano del ’43 con 16 vittime tra la popolazione civile, rimaste sotto le bombe alleate sganciate sulla città per far saltare l’accampamento nazista sulla Cattedrale e che invece procurarono solo distruzione e morte ? Completamente dimenticato dalle istituzioni ! Ed allora “I Venafrani per Venafro” si “armano” di carte e penna e scrivono a Prefetto d’Isernia e Sindaco di Venafro perché finalmente, seppure a distanza di 71 anni (!), ci si decida alla commemorazione ufficiale di tale disastro umano e materiale. Di seguito la lettera, a firma di Antonio Atella, rappresentante del citato movimento cittadino, trasmessa alle menzionate istituzioni pubbliche perché si rimedi alla dimenticanza, disattenzione, leggerezza o che dir si voglia, e una volta per tutte vengano ricordate e commemorate le 16 vittime civili dei due bombardamenti del 4 e 22 ottobre ’43.

“A nome personale -scrive Atella-, degli aderenti a “I Venafrani per Venafro”, movimento civico autonomo della Città che mi onoro qui rappresentare, ed interpretando le aspettative di tantissimi Concittadini, si chiede la commemorazione ufficiale delle Vittime Civili causate dai bombardamenti alleati che investirono Venafro il 4 ed il 22 ottobre 1943, procurando sedici morti.

Tanto è doveroso nel ricordo e nel rispetto di quanti lasciarono la vita nelle citate circostanze e per sottolineare alle generazioni future i valori della pace e della democrazia, beni preziosissimi da tutelare”. Atella ricorda quindi le vittime, perché e cosa accade nel terribile “ottobre nero” venafrano del ’43 : “Per pura informativa –prosegue l’esponente de “I Venafrani per Venafro”- si trasmettono le generalità delle cinque vittime del 4 ottobre 1943, Fernando Ottaviani, Policelli, Mario, Romano e Nicandro Vaccone, e degli undici caduti del successivo 22 ottobre, Fratelli Paolo (17 anni) e Lucio (9) Andreozzi, Giovanni Colangelo, Luigia Conte, Carmela Iannacone, Clara e Giacomina Natale, Crescenza Ricciuti, Giacinta Seva, Emilia Tagliaferri e Giuseppina Verrecchia, per un totale di sedici morti tra la popolazione venafrana.

I bombardamenti avvennero perché gli alleati intendevano colpire l’accampamento tedesco situato nei pressi della Cattedrale di Venafro, ed infatti la maggior parte delle vittime si ebbero in località Chiaione, immediatamente a sud del menzionato luogo di culto, per l’esattezza in un’antica grotta di epoca romana dove la popolazione si era rifugiata e che purtroppo venne centrata dalle bombe”. La conclusione della missiva : “Ci si affida alle determinazioni degli uffici preposti del Comune di Venafro per tempi e modalità della richiesta commemorazione ufficiale”. Considerazioni  a margine : ribadito l’imperdonabile ed inspiegabile silenzio sull’ “ottobre nero” venafrano e sulle sue 16 vittime civili, l’auspicio è che siffatto sacrificio umano venga una volta per tutte ufficializzato e pubblicamente commemorato, sia per ricordarne la portata e sia per l’utile messaggio di pace e solidarietà da trasmettere ai giovani del terzo millennio.

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