VENAFRO – Torrente Rava, il rischio di esondazioni è concreto. I venafrani temono il peggio

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VENAFRO. Sempre più alto e concreto il rischio di esondazione del torrente Rava, ostruito da una folta vegetazione che il Consorzio di Bonifica non provvede ad estirpare. Ce ne riferisce il collega Tonino Atella:

I venafrani tremano, e a giusta ragione ! Temono allagamenti e danni dalle esondazioni del Rava e dagli straripamenti dei canali di scarico delle acque piovane, causa la loro ostruzione rappresentata da abbondantissima e fitta vegetazione spontanea nient’affatto rimossa, per cui non dormono sonni tranquilli. “La nostra non è paura campata in aria –affermano moltissimi- né esagerazione, sia ricordando quanto accade di estremamente disastroso anni addietro e sia per lo stato impossibile dei canali di scarico della pianura e del torrente Rava, nei quali è cresciuta tanta di quella vegetazione da ostruire il naturale deflusso delle acque, in previsione delle precipitazioni e quindi delle piene autunnali. Il guaio è che l’autunno è alle porte con le sue abbondanti precipitazioni e la situazione non viene affatto affrontata dagli enti preposti, a cominciare dal Consorzio di Bonifica della Piana. E’ tale ente infatti quello deputato alla manutenzione degli argini del Rava e dei canali di scarico, ma non s’intravedono interventi di sorta. Conseguentemente temiamo per la nostra incolumità e per le proprietà private, entrambe a rischio esondazioni ed allagamenti”. Entrando nella delicata questione, va precisato che mentre del letto del torrente è responsabile il genio civile, ossia ne risponde il settore dei lavori pubblici, alla manutenzione dei suoi argini deve provvedere il citato Consorzio di Bonifica, in quanto diretto gestore. A conferma di ciò, si ricorda che per il passato lo stesso ente vendeva a privati come alimentazione per gli animali l’erba e quanto cresceva lungo gli argini del Rava, ossia ne disponeva in toto quale principale responsabile. Oggi che tale vegetazione è cresciuta tantissimo e rappresenta un pericolo reale, lo stesso Consorzio deve provvedere a tagliare, rimuovere e pulire, stanti i contributi dei consorziati per bonifica e miglioramenti fondiari. “Del resto –proseguono i venafrani- non chiediamo l’impossibile, ma solo la pulizia di 500 mt. circa di argini del Rava, ossia il LungoRava, e dei canali di scarico delle acque piovane”. Questione delicatissima e complessa quindi, da risolvere nell’immediato per prevenire problemi alle persone e danni alle cose.

 

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