CRONACA – Usura, 38enne di Venafro alla sbarra per aver “strozzato” due persone

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CRONACA. Usura, un commerciante e un operaio dissanguati: sotto processo un 38enne di Venafro. Il prossimo 24 ottobre ci sarà l’udienza preliminare nella quale il Gup dovrà decidere se proseguire nel processo, oppure archiviare il procedimento. Alla sbarra è finito il venafrano R.D.S.

Secondo l’accusa, in cambio di due prestiti di 2mila euro erogati ad un commerciante e a un operaio di Vairano Patenora, avrebbe preteso e ottenuto ingenti somme di denaro. Quando le vittime non hanno potuto più pagare, allora si è impossessato delle automobili, di alcuni gioielli e di un televisore.

Per queste ragioni, il 38enne è imputato del reato p. e p. dagli artt. 81 cpv, 644 co. L3 e 5 n.4 c.p. in relazione all’art. 2 Legge 108/96, 640 c.p. perchè, con più azioni esecutive della medesima risoluzione criminosa, “dopo un primo contatto avvenuto in un autosalone di San Pietro Infine”, alla fine dì Ottobre 2010, pattuiva con un commerciante di Vairano – G.D. – come corrispettivo della erogazione a costui di un mutuo di euro 2.000,00 la corresponsione di interessi usurari mensili pari ad curo 500,00. Incassava 5 rate di interessi da euro 500,00, si faceva consegnare in garanzia una collana di oro poi mai più restituita; si faceva dare a parziale scomputo del mutuo un televisore avente il costo di euro 1.550.00: si faceva cedere la proprietà dell’autovettura Mercedes Classe A avente valore di curo 7.000.0. Autovettura rivenduta poi ad una persona estranea ai fatti per 8mila euro. Inoltre il venafrano è accusato di essersi impossessato di metà degli incassi giornalieri dell’esercizio commerciale della vittima, durante il mese di febbraio 2011 cosi lucrando altri interessi”.

Stesso comportamento, secondo l’accusa, il 38enne avrebbe tenuto nei confronti dell’operaio – T.M. –, sempre di Vairano Patenora, al quale l’imputato avrebbe prestato 2mila euro. “Si faceva cedere dalla seconda vittima la proprietà della autovettura Citroen C4 prospettando che vendendola avrebbe trattenuto per se euro 2.500,00 ed avrebbe versato il residuo, senza poi mantenere tale impegno e cosi commettendo anche il reato di truffa”. Le due vittime hanno affidato la loro difesa all’avvocato Ernesto De Angelis.

Fonte: www.paesenews.it

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