VENAFRO – Raccolta differenziata porta a porta, le perplessità della maestra Rosaria Alterio

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VENAFRO. Pensavo che tale decantata pratica fosse una cosa estremamente comoda e facile, ma, data la mia recentissima esperienza in un paesino montano (Pietransieri di Roccaraso, ndr) dove si sta attuando da poco, non mi sembra che sia proprio così. Premetto subito che le seguenti considerazioni, peraltro molto personali, non vogliono scoraggiare nessuno, caso mai però il nostro comune decidesse di realizzarla in qualche zona (perché dappertutto è impensabile: le grosse pattumiere invaderebbero strade e androni dei condomini) di “escogitare” almeno un sistema più pratico per attuarla.

Bene, il comune di questo centro ha dato in dotazione ai cittadini quattro grossi contenitori di plastica (vetro, secco non riciclabile, plastica, carta e cartone, organico umido (nel quale è contenuto uno più piccolo bucherellato) e, per la prima volta gratis, una buona scorta di buste di plastica, grandissime e piccole).

Ora chi ha la fortuna di avere un garage ve li può sistemare, ma forse dovrà tirare fuori l’auto, gli altri, quelli che abitano, non dico nemmeno in un appartamento piccolo, ma in uno normale, dove accantonarli? Nel corridoio, in cucina, nel ripostiglio della dispensa, in camera da letto, sul balcone se ce l’ha, magari tra i fiori?

La grossa pattumiera di turno, quel giorno, non si può metterla fuori di sera per ovvie ragioni, bisogna posizionarla fuori dalla propria abitazione fronte strada molto presto perché, d’inverno, dalle ore 06:00 e d’estate dalle ore 05:00, passa il camion per ritirarla. E se si è soli in casa e si è indisposti? Se si vuol semplicemente dormire ancora un po’ non ci si riesce perché per poterlo fare devi “speculare” o aggrapparti alla speranza di un ritardo come, del resto, quasi sempre succede, ma all’improvviso, per oscure e misteriose ragioni, succede anche che il diabolico camion cominci il suo giro proprio nei pressi della tua abitazione.

Nella fattispecie del paesino in questione succede anche che d’inverno bufere e tempeste di neve si susseguono… Lo spartineve passa nelle strade principali, in quelle secondarie e nei vicoli come ci si regolerà il prossimo inverno? Gli operatori dovranno prima spalare la neve per poter accedere ad ogni uscio. Gli abitanti aspettano perplessi, ma anche un po’ stressati. Il tutto poi è accompagnato da un ampio manifesto che contiene tutte le istruzioni: cosa si deve buttare in ognuno di essi, ma anche cosa “non si deve buttare”, i giorni della settimana in cui si devono tirar fuori (che variano a seconda delle stagioni, ma anche delle festività natalizie e pasquali, la settimana di carnevale e il mese di agosto…)

Tra le numerose indicazioni c’è, ad esempio, che nella raccolta del vetro è esclusa la ceramica, il quantitativo di carta e cartone non deve superare i quindici chili, piatti di carta, contenitori di alluminio, lattine, barattoli di tonno, di legumi, di pelati, bottiglie di latte, di succhi di frutta… vanno comunque lavati e privati della carta se c’è intorno (e quando non è possibile staccarla?).

Senza contare che spesso mi son trovato tra le mani roba da buttare che non era contemplata nel lungo elenco che dovevo scorrere ogni volta (che in due mesi non sono riuscita a mandare a memoria) e chiedere aiuto alla fantasia prima di depositarla titubante e quasi timorosa nel contenitore giusto.

Fermo anche restante che sono escluse da tale raccolta pile esauste e farmaci scaduti, raccolta ingombrante reale e verde, oli vegetali e abiti usati perché ci sono appositi contenitori, come in ogni centro abitato, dislocati sul territorio (che nel paesino in questione, essendo frazione di un paese più grande, dista alcuni chilometri). Non era più semplice servirsi delle isole ecologiche, che pure c’erano in vari punti?

La gente, con le dovute eccezioni, spesso non le rispetta e butta il tutto nel cassonetto che trova più vicino, perfino e con molta frequenza nei fossi o sul ciglio della strada. Gli incivili, i selvaggi però “ammisticano” (come dicono dove ho soggiornato) buttano cioè con indifferenza di tutto nel contenitore di turno. Ho sentito al volo: – Ma c’è il codice a barre stampigliato sul secchione!-  Ma non sulla busta al suo interno! – E allora – ha ribattuto un’altra – mo’ gli fanno pure la radiografia alle buste! –

Non sono però gli incivili e i selvaggi a dettare le leggi, mi sembra giusto! Però anche i cittadini chiamiamoli pure “perbene” (perché oggigiorno l’educazione, nello specifico quella civica, non è più un costume di vita, ma un retaggio di pochi), si sentono scoraggiati quando servendosi diligentemente per ogni rifiuto del cassonetto giusto dell’isola più vicina, passa poi il camion e versa con indifferenza e indifferenziatamente il tutto dei vari contenitori al suo interno. È accaduto nella nostra città quando una donna, tempo fa, riferì a un politico tale “pratica” in uso e costui le rispose: – Il nostro camion è intelligente, la differenziata la fa nel suo interno.-  La donna che non ha peli sulla lingua gli rispose: – Questa te la potevi risparmiare per il primo di aprile!- Insomma basterebbe il rispetto delle persone a servirsi del cassonetto giusto e quello degli addetti a “rispettare” la correttezza dei primi. Con semplicità e senza ulteriori spese e disagi vari. Perché la semplicità della vita naviga sempre più lontano?

Rosaria Alterio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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