ARTE E CULTURA – 10 settembre. San Nicola da Tolentino una volta si festeggiava anche a Venafro

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ARTE E CULTURA. Questa tela, tra le più importanti del ricco patrimonio venafrano, fu eseguita nel 1736 da Nicola Maria Rossi per conto della confraternita di S. Nicola da Tolentino di Venafro. Viene dalla chiesa di S. Agostino di Venafro e ora è esposta nella Pinacoteca del Castello Pandone. Nicola Maria Rossi fu tra gli artisti più produttivi e ricercati della Napoli della prima metà del XVIII secolo essendo nato nell’ultimo decennio del XVII secolo e vissuto fino al 1758. Da un paio di anni Carlo di Borbone, quando era poco più che diciassettenne, era salito al trono avviando un processo di trasformazione del regno di Napoli che ebbe conseguenze anche per Venafro che sarebbe diventata una delle sedi di caccia più importanti.

In questo clima di interesse per Venafro va vista la presenza di Nicola Maria Rossi, peraltro prediletto del vicerè conte Von Harrach, di cui probabilmente si conoscevano due opere che nel 1732 aveva realizzato per le chiese dell’Annunziata e di S. Tommaso a Piedimonte d’Alife. Certamente influenzato dai suoi contemporanei Francesco De Mura e , soprattutto, Francesco Solimena la pittura di Nicola Maria Rossi si caratterizza per la piacevole ariosità delle sue composizioni che si risolvono anche in un coreografica utilizzazione dei panneggi, come chiaramente si riscontra anche nella pittura eseguita per la confraternita di S. Nicola da Tolentino, sia nel voluminoso vestito della Madonna, sia nell’ampiezza dell’abito monastico di S. Nicola.

Nicola da Tolentino (Sant’Angelo in Pontano, 1245 – Tolentino, 10 settembre 1305), fu un frate dell’Ordine di Sant’Agostino. Si racconta che una vedova di Empoli non avesse denaro per sfamare i due figli. Un signore le offrì del denaro sotto la condizione che assecondasse i suoi desideri  amorosi. Ella non volle cedere nonostante la situazione diventasse drammatica per i figli che erano ormai per morire. Avendo un’immagine di S. Nicola in casa, gli si rivolse implorando un suo intervento perché uno dei bambini era morto. Nicola apparve sull’uscio della casa con un sacchetto di pani. La donna ne prese uno e, avendolo accostato alla bocca del figlio, lo riportò in vita. Poi in fondo al sacchetto trovò del denaro che le permisa di sopravvivere alla carestia che dilagava nel territorio. La storia del miracolo ebbe grande diffusione. Perciò viene spesso rappresentato con i pani che richiamano il miracolo.

Fonte: www.francovalente.it

san nicola tolentino

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