GAMBATESA – Gli spazzini rivendicano i propri diritti e vengono puniti

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GAMBATESA. Gli spazzini gambatesani rivendicano i loro diritti e vengono puniti, questa la polemica innalzata da Vittorio Venditti. Di seguito il suo comunicato stampa.

Alla Faccia Della Legalità! Finalmente gettano la maschera. Dopo tanto scrivere da parte mia, dopo tanta collaborazione di varie testate, (cartacee e web), che ringrazio a nome non solo mio, finalmente siamo al dunque: Gli spazzini di Gambatesa, per aver chiesto che vengano rispettati i loro più elementari diritti, avere lo stipendio, averlo completo, avere le buste paga, avere le ferie spettanti e mancanti da due anni, avere le tredicesime, ora vengono sottoposti a provvedimento disciplinare, perché, a dire dei caporali che li schiavizzano, loro non hanno fatto il lavoro per cui chiedono lo stipendio, per cui chiedono che vengano loro corrisposti gli straordinari. Come si vede dal documento che mi è stato consegnato personalmente da Salvatore di Maria con l’accordo di Donato Codianni, a fronte di un contratto che in principio era a progetto e riguardava dipendenti, ora, trasformato a tempo indeterminato ma perfettamente incomprensibile alla comune intelligenza, viene allegramente disatteso. Insomma: I miei amici, a fronte di un contratto che potrebbe venir pure considerato legalmente valido, vengono, a tutti gli effetti, pagati a piacere di chi li comanda. Viene chiesto loro di lavorare in straordinario e comunicare le ore lavorate, per poi, negarle e ricordarsi solo a seguire che probabilmente quelle ore andavano segnate su un registro tenuto di comune accordo con il datore di lavoro. In questo modo è stata portata a termine la soluzione vecchia secondo la quale tu lavori, io nego che tu lo abbia fatto e non ti pago. Senza pagar loro lo straordinario, si pretende che questi lavoratori operino anche di domenica e nelle feste come il ferragosto. “A ciò si aggiunge che da qualche tempo sono presenti su blog locali notizie di pertinenza aziendale che presuppongono una palese violazione degli obblighi di collaborazione, buona fede, correttezza, anche ai fini del buon nome dell’azienda.” Sì, i miei amici hanno diffuse notizie di pertinenza aziendale, come quelle che ho esposto sopra, notizie che però quest’azienda dimentica che sono anche di pertinenza dei lavoratori in questione, che ne sono parte in causa. Insomma: Questi datori di lavoro, con la scusa del segreto aziendale, pretendono che i lavoratori non si ribellino e non chiedano aiuto in esterna, così da poter meglio esercitare il diritto di schiavitù su chi, dopo aver lavorato, chiede solo quanto gli è dovuto. Parlando poi con Salvatore e Donato, ho saputo che nel ricevere il documento che vi ho rimesso, dalle mani dell’emissario della ECOJUNK, signor Antonio Zoccolillo, quest’ultimo, pare, abbia detto che è bene che a Gambatesa non ci si lamenti del come si viene pagati, perché c’è gente che avanza quattro o cinque mensilità e non si ribella. Ma il municipio, se pur qualche volta in ritardo, paga regolarmente il servizio! Perché poi, per stessa ammissione dell’azienda della quale stiamo parlando, solo gli spazzini gambatesani non hanno diritto a quanto previsto dalla riduzione del cuneo fiscale? Chi ha intascati quei soldi? In definitiva: Oggi chiedo aiuto ancora una volta ai giornali per poter utilizzare l’unica arma che fa paura ad aziende come queste e più in generale alla criminalità organizzata, magari con giacca e cravatta. Oggi chiedo di divulgare il più possibile questa notizia per contravvenire al silenzio, unico sistema che permette a questa gente di incutere paura a chi è più debole. Dal canto mio, visto che si è chiarito che non ci troviamo di fronte alla civiltà, nell’intento di ristabilire quella legalità violata come avviene in tanti fatti del mezzogiorno d’Italia, non mi fermerò a questo scritto ed interesserò perciò i poteri di quello Stato che giorno per giorno predica la legalità ed il fatto che il popolo non ne voglia sapere di abbandonare un’omertà che il popolo stesso, sfiduciato, considera l’unica arma di difesa. Io non ho paura! Non sono Placido Rizzotto, ne Peppino impastato ne voglio diventarlo. Se questa però è la strada per vedere fino a che punto veniamo presi in giro, ben venga.

Noi combattiamo: A voi Chiediamo Una Mano.

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