VENAFRO – Soppressione de “Il Tempo” Abruzzo e Molise, la lettera aperta del giornalista Tonino Atella

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VENAFRO – Dal collega Tonino Atella riceviamo la seguente lettera aperta sul momento di difficoltà che sta attraversando il quotidiano romano “Il Tempo”, di cui sarebbe prossima la soppressione delle edizioni di Abruzzo e Molise:

“Nell’imminenza della paventata chiusura delle edizioni di Abruzzo e Molise de “Il Tempo”, eventi che si spera vengano scongiurati in extremis per la difesa dell’occupazione ed il buon nome della storica testata romana, -scrive Atella- piace ricordare personaggi e tempi d’oro del foglio della Capitale, una volta voce autorevole ed ambita anche in Molise, foglio col quale sono personalmente cresciuto e mi sono formato sotto il profilo giornalistico dai primi anni ’70.

Erano i tempi felicissimi successivi al boom economico, l’Italia continuava meravigliosamente a rialzarsi e in tale contesto il quotidiano romano fondato da Angiolillo era preciso ed autorevole punto di riferimento per molti.

Faceva opinione, le sue colonne erano seguite da masse crescenti di lettori e i giornalisti che lo rappresentavano tanto a Roma che nelle diverse regioni del centro-sud erano personaggi meritevoli di credito e di vasti consensi popolari.

Trattavasi di uomini seri, affidabili, intelligenti e grandi lavoratori che anteponevano la corretta, democratica e completa informazione a tutto il resto. Signori veri e restando in Molise ricordo tra gli altri Carlo Sardelli, responsabile della redazione regionale, uomo e professionista come pochi.

Edizioni regionali di altri quotidiani, si prenda Il Mattino e il Roma di Napoli, cessavano le pubblicazioni dopo decenni di continuative presenze, “Il Tempo” al contrario progrediva nei consensi dei lettori e quindi nelle vendite grazie ai suoi protagonisti e redattori.

In tale positivo contesto il sottoscritto, e come me tant’altri, si è formato giornalisticamente, con l’orgoglio ed il vanto di vedere il proprio nome e suoi articoli pubblicati su un giornale siffatto, confortato dai consensi provenienti sia da Campobasso che da Roma.

Poi però il risvolto della medaglia e l’inevitabile, direi voluto declino. Ai personaggi intelligenti, seri e fattivi sino ad allora operanti in talune regioni subentrarono persone di ben diverso spessore sociale e professionale.

Presero così piede arroganza, presunzione, prevaricazione e personalismi, in tanti si allontanarono sotto l’incalzare di siffatte negatività, altri ancora dovettero loro malgrado lasciare seppure controvoglia dato l’imperversare dell’inefficienza di taluni, e progressivamente il glorioso, importante e nobile quotidiano romano perse credito, favori dell’opinione pubblica e lettori, sino a vedere collassare seguito, importanza e vendite.

Resta comunque il piacere sincero, ed assieme il dovere, ricordare “Il Tempo” dei suoi periodi felici, quando la famiglia del giornale era unita e le sue sane intelligenze si prodigavano compatte per le fortune della testata.

L’augurio personale -conclude Tonino Atella- è che Il Tempo Molise possa comunque continuare ad esistere tornando a rappresentare l’importante voce giornalistica di una volta, ovviamente con protagonisti diversi e presupposti nuovi”.

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