CAMPOBASSO – Biomasse, la voce del Vescovo

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CAMPOBASSO. “In Dialogo con il nostro territorio”. Il Vescovo di Campobasso-Bojano, S.E. mons. GianCarlo Bregantini,  nel mattino di sabato 27 settembre,  in un apposito incontro con la consulta regionale della pastorale del Lavoro, Giustizia, Pace e Custodia del Creato – riunione già programmata da tempo – ha con chiarezza esaminato la situazione creatasi in seguito alla decisione del Consiglio Regionale di autorizzare la costruzione di due centrali a biomasse, poste ai piedi del Matese.

Dopo aver raccolto accurate informazioni di natura tecnico-scientifica e in ascolto delle crescenti preoccupazioni popolari, espresse anche dai vari consigli comunali e dalle manifestazioni in atto, il Vescovo eleva la sua accorata voce di Pastore di queste comunità e del territorio matesino.

Chiede, a chi ne ha potere, di fermare subito i lavori, iniziati con molta superficialità e troppa fretta.

Inoltre, visti i continui cambi di proprietà delle aziende che hanno in capo i detti impianti, manifesta il ragionevole dubbio che vi possano essere in futuro pericolose infiltrazioni malavitose.

Ancora un volta,poi, si registra il dispiacere di vedere che davanti a scelte di tutti non si è ascoltato “il parere di tutti”. La nostra popolazione andava invece ben informata e consultata, come forma di vera partecipazione democratica.

Infine, l’arcivescovo Bregantini, ribadisce le indicazioni molte volte espresse sul futuro delle nostre terre, che, a detta di tutti, hanno ben altre vocazioni. Si tratta cioè di continuare sulla strada della valorizzazione del tipico, che il Matese da sempre esprime con abbondanza: un ambiente curato, un paesaggio ricco di biodiversità,  il museo diocesano che sorgerà a breve nel palazzo vescovile di Bojano, il singolare museo di paleontologia di San Polo, la tradizionale industria casearia locale, senza parlare dell’importanza del rispetto del Tratturo, in armonia con la civiltà contadina.

Ci piace chiudere il nostro accorato appello con le forti parole di papa Francesco: le tante foreste dell’Amazzonia, spogliate di tutto, diventano terra che non si può coltivare e che non può dare vita. Questo è il peccato nostro: di sfruttare la terra  e non lasciare che lei ci dia quello che ha dentro!. Questa è una delle più grandi sfide  della nostra epoca: convertirci ad  uno sviluppo che sappia rispettare il creato.

 

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