SAVONA – Sospetto caso di Ebola, il primo in Italia. Ricoverata una nigeriana di 36 anni

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SAVONA – Paura Ebola anche in Italia. Caso sospetto a Savona. Una donna nigeriana di 36 anni è stata ricoverata nel reparto infettivi dell’ospedale San Paolo dove è scattato il protocollo previsto in questi casi. La donna africana abita a Savona ed è tornata in città dopo una vacanza trascorsa nel suo Paese d’origine.

Intanto un secondo operatore sanitario in Texas è risultato positivo al test dell’ebola. Lo ha riferito il dipartimento dei servizi sanitari locale. E’ il secondo caso di contagio registrato nello Stato americano, dove l’8 ottobre è morto il paziente zero, Thomas Duncan, il liberiano che ha portato il virus negli Stati Uniti.

Tutto è cominciato con i sintomi di un’influenza che non sembrava volesse passare. Il suo medico ha allora deciso per un ricovero al San Paolo per verificare meglio lo stato di salute della sua paziente. L’ipotesi che si possa trattare davvero del virus è abbastanza remota. I familiari della donna, marito e figli, per ora restano a casa, presi in cura dal dipartimento d’Igiene dell’Asl 2 savonese e monitorati, soprattutto sul versante della temperatura.

E’ ancora troppo presto, secondo il protocollo, per avviare accertamenti sugli spostamenti e sulle persone con cui è entrata in contatto la donna. Ma potrebbe anche trattarsi di malaria o di un altro virus, contratto in Italia o all’estero. Nelle prossime ore si attende l’esito degli esami ma intanto l’allarme arriva anche nel nostro paese.

Fonte: Affaritaliani.it

 

FALSO ALLARME:

SAVONA. “Stanotte a Savona abbiamo dimostrato che ci siamo”. C’è soddisfazione nelle parole dell’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, il giorno dopo il sospetto caso di Ebola all’ospedale di Savona. “Nella notte abbiamo saputo che era malaria”, conferma Montaldo: dopo la paura, quindi, è il momento del sollievo. E dei bilanci: “E’ stato fatto tutto correttamente, tutto il personale e le strutture avevano i dispositivi di protezione necessari”.

Un falso allarme che però non deve far abbassare la guardia: “Massima allerta, perché evidentemente, se capitasse un caso, dobbiamo essere perfetti – insiste l’assessore – Per combinazione ieri avevo incontrato tutti gli infettivologi della Liguria e avevamo fatto un po’ il punto sullo stato di preparazione: mi sono permesso di sottolineare anche a questi professionisti, che sono molto validi, che occorre però garantirsi sempre il massimo grado di attenzione, perché abbiamo visto ad esempio quello che è accaduto in Spagna, dove probabilmente per un momento di disattenzione nel momento in cui l’infermiera si toglieva la protezione è entrata in contatto con qualcosa in quella fase”.

La risposta di ieri di tutta la macchina (118, ospedale) è stata rassicurante, ma il pericolo non è scomparso: “Non siamo immuni – ammette Montaldo – perché questo è un mondo dove la gente si muove tantissimo, e purtroppo abbiamo una malattia grave che sta mietendo vittime e che si muove con le persone”

Fonte: http://lolinfonet.com/

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