VENAFRO – Homo Venafranus, l’architetto Franco Valente: “Perché tenerlo nascosto? Valorizziamolo”

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VENAFRO – Sulla sensazionale scoperta di un insediamento preistorico nella Piana di Venafro, pubblichiamo l’intervento dell’Architetto Franco Valente, conservatore onorario dei Beni Culturali della Città.

Ogni tanto una buona notizia in campo archeologico ed è importante che la Soprintendenza possa dire con soddisfazione che l’opera di vigilanza sul cantiere del nuovo metanodotto abbia portato buoni risultati. Adesso sicuramente della scoperta venafrana si parlerà con clamore per qualche giorno ma è altrettanto sicuro che presto sulla scena calerà il sipario della indifferenza. Purtroppo in Italia manca una cultura della diffusione delle scoperte archeologiche e soprattutto manca un qualsiasi tentativo di coinvolgere la comunità culturale locale al valore di quanto, sia pure per caso, viene alla luce. Eppure il compianto Fabio Vianello aveva qualche decennio fa previsto che nella piana di Venafro sarebbe uscito qualcosa di interessante del periodo che genericamente definiamo preistorico.

Venafro e le sue amministrazioni comunali, adesso e prima, non hanno mai inteso dare ascolto a questa voce autorevole e la città oggi è sostanzialmente impreparata a ricevere una notizia così importante. D’altra parte in questo non ci aiuta neppure il Ministero per i Beni Culturali che è sempre più isolato in una politica vincolistica di grande importanza, ma di poca efficacia sul piano pratico. Gli inglesi ci hanno insegnato che il momento dello scavo è importante non solo per lo scavo in sé, ma anche e soprattutto per la diffusione giornaliera dei risultati delle indagini archeologiche. Qualunque sia la sua importanza lo scavo archeologico, per il fatto di non essere ripetibile, è una occasione unica per esaltare l’interesse alla ricerca.

In Italia questo non si fa e si devono attendere le conferenze stampa per ricevere quelle notizie che, se date momento per momento, appassionerebbero l’opinione pubblica e instaurerebbero un rapporto di fiducia nei confronti dell’archeologia. Questo voler tenere le cose nascoste e, soprattutto, voler tenere la gente lontana dall’informazione è una grande occasione che si perde. Le leggi di vincolo sono fondamentali e lo Stato paga i funzionari perché facciano il loro mestiere. Ma è solo la prima parte degli obblighi che hanno nei confronti dei cittadini. La democrazia impone che lo Stato garantisca la partecipazione alla cultura. Con tutte le precauzioni, ma anche con tutta la disponibilità che la gente pretende.

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