CAMPOBASSO – Petraroia, lettera aperta all’imprenditore bojanese Nino Perrella

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CAMPOBASSO. Il vice – presidente della Giunta Regionale, Michele Petraroia, risponde alla lettera aperta dell’imprenditore bojanese Nino Perrella.

“Il garbo, i contenuti e la modalità della lettera aperta che ha inteso inviarmi sul tema della tutela ambientale della Valle del Matese, meritano per correttezza, trasparenza, e dovere istituzionale, un giusto e celere riscontro.  Condivido da sempre l’esigenza di valorizzare le vocazioni paesaggistiche, agro-zootecniche, artigianali e turistiche dell’area matesina, tanto è vero che da iscritto al PCI partecipai a Bojano già nella seconda metà degli ottanta ad un evento promosso dalla Federazione Comunista del Medio-Molise sull’istituzione del Parco Regionale del Matese ascoltando attentamente le conclusioni di Giovanni Berlinguer e ringraziando il dott. Lino Di Tommaso per avermi coinvolto. Nello stesso periodo da dirigente della Camera del lavoro partecipai sempre a Bojano alle manifestazioni popolari in difesa della salute pubblica sollecitando, insieme alle forze politiche di opposizione di sinistra, comunali e regionali, chiarimenti sulla LATERLITE. Da quel periodo in avanti ho sempre sostenuto l’inconciliabilità di impianti impattanti su quel territorio che impedissero l’istituzione di un Parco Nazionale e/o Regionale del Matese e vanificassero gli investimenti produttivi nell’agro-alimentare, nella piccola e media impresa, nel turismo, nel terziario o nel settore dell’artigianato. Queste scelte strategiche di sviluppo locale  nel 1997-99 vennero condivise da oltre 110 sottoscrittori tra parti sociali, istituzioni e associazioni imprenditoriali, e inserite nel Patto Territoriale Europeo del Matese. In questo lungo lasso temporale non sono state superate le reticenze degli enti locali che hanno avversato per decenni l’istituzione del Parco per timore dei vincoli, e in pochi hanno chiesto lo scioglimento del Nucleo Industriale di Campochiaro che consente per normativa l’insediamento di impianti produttivi estranei alle vocazioni dell’Area del Matese. Le classi dirigenti locali hanno agevolato e difeso l’atterraggio sul territorio di aziende chimiche, cementifici, imprese di imballaggio plastiche e di stampaggio di tessuti, che poco o nulla hanno a che fare con l’agroalimentare, l’ambiente, l’aria pulita e l’acqua cristallina. Sul Matese imperversano pale eoliche e un invaso artificiale ad Arcichiaro, Campitello è in affanno ed il numero di capi di bestiame allevati sulla montagna da cui si ricava il latte molisano è crollato come attestano i dati dell’Associazione Regionale Allevatori. Queste criticità non mi hanno mai impedito di lottare contro i tentativi ripetuti e replicati di insediare la megadiscarica di Colle Alto – Sepino, o impianti invasivi, impattanti e in contrasto con le scelte strategiche di sviluppo locale, condivise e inserite, nel Patto Territoriale Europeo del Matese firmato quale segretario generale della CGIL il 29 giugno 1999 a Roma col Governo D’Alema. Il mio impegno nelle sedi istituzionali è stato improntato e continuerà ad essere improntato, a salvaguardare la salute pubblica e preservare il territorio con proposte, atti e leggi come quella in difesa della Valle del Tammaro o come quella presentata a giugno insieme all’Assessore Facciolla per fermare con una moratoria gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili. Auspico che dopo l’unificazione della proposta di legge con quella similare dei consiglieri Federico e Manzo già da lunedì la Commissione Ambiente licenzi il testo e lo trasmetta all’Aula per una rapida approvazione. Aggiungo di aver manifestato con lealtà e fermezza la contrarietà all’insediamento di impianti impattanti nell’Area del Matese, di aver votato contro insieme all’intero Consiglio Regionale nelle uniche due circostanze in cui sono stato sollecitato a esprimere un pronunciamento formale e di non aver alcun dubbio a sostenere la vocazione ambientale di quel territorio. Quale esponente del PD condivido le posizioni di contrarietà all’installazione delle centrali a biomassa assunte da tutto il partito, condivise ad ogni livello istituzionale e definite anche nel recente documento di rilancio programmatico regionale su cui si è registrata piena unità d’intenti anche in sede di riunione di maggioranza di centrosinistra.”

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